Dopo i festeggiamenti di S. Antonio Abate e di S. Sebastiano ora la comunità pigliese ha festeggiato il Beato Andrea Conti.
Sabato 1° Febbraio alle ore 10,30 si è svolta una cerimonia liturgica concelebrata da p. Angelo Di Giorgio, da P.Domenico Mazzucchi e dal diacono frate Lazzaro, alla presenza: del sindaco avv. Mario Felli, dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, della fraternità O.F.S. “Beato Andrea Conti” di Piglio la più antica della Diocesi Anagni Alatri e del neo Comitato festeggiamenti “Beato Andrea Conti”. Nell’omelia P. Angelo ha richiamato i fedeli a considerare le virtù del Beato, ma soprattutto a trarre gli insegnamenti essenziali dalla sua vita: il silenzio, il nascondimento, la preghiera, l’adesione pronta e completa al Vangelo. Il Beato Andrea era ricercato da coloro che soffrivano nell’anima e nel corpo a causa del demonio e molti ossessi dopo la sua morte furono “liberati” sulla sua tomba, segno che il prodigioso intervento degli “uomini di Dio” continua ad operare anche dopo la loro morte terrena vincendola. Andrea, l’eterno beato della Chiesa, ma un grande Santo per i pigliesi, pregava insistentemente Dio perchè liberasse dalle ossessioni diaboliche non solo le singole persone schiave di Satana che gli venivano presentate, ma anche tutto il Paese. Il potere sui demoni concesso da Dio al beato Andrea in vita non cessò di essere sperimentato dai devoti anche dopo la morte di Andrea (1302) e trasmessici da testimoni oculari che ci hanno fatto conoscere la potenza dei meriti straordinari di esorcista ottenuti da Dio. Infatti Andrea veniva chiamato “flagellum demoni”. La formula deprecatoria usata dagli esorcisti è stata: “Per l’umiltà del Beato Andrea, ti comando di allontanarti da codesto corpo”. Come pure si è rilevata di grande e particolare efficacia l’invocazione: “Ora pro nobis beate Andrea” unita all’imposizione della reliquia del suo cilizio. Tutto questo deve servire al “nostro” B. Andrea Conti, affinché riacquisti l’importanza dovuta e le sue opere nella vita terrena, non restino per i posteri solo un vago ricordo. Ancora oggi i fedeli si soffermano a vedere la croce, a sbarre di uguali dimensioni di circa 15 centimetri, contornata da fori di fissaggio di una grata (ora scomparsa) che era stata posta a difesa della croce stessa impressa dal Beato sulla roccia per fugare il demonio. Un’altra croce latina si può vedere su un macigno isolato lungo la Via San Lorenzo nella zona tuttora chiamata “la Cona del Beato Andrea”. Con questo segno di croce strumento di vittoria del Beato, il frate esorcista eluse tutti gli astuti tentativi dei nemici infernali. La guerra con i demoni fu per Andrea ininterrotta tanto che, ancora oggi, la gente sale l’erta via per raggiungere la chiesa di San Lorenzo e per pregare il frate che, in vita, operò dei veri e propri “miracoli” come quello degli uccellini che gli erano stati portati come cibo ed ai quali Andrea ridiede vita e libertà.
