Alvito – Convivenza lupo e pecora, Orso and Friends: “Regione inizi a dare risposte concrete”

Francesca Merolle
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Un’iniziativa intelligente con un tema sempre attuale e molto importante per le zone montane della Ciociaria.

Ieri ad Alvito si è tenuto un incontro organizzato dall’Associazione delle Casare e dei Casari di Azienda Agricola, dal titolo “IL LUPO E L’AGNELLO – due animali da proteggere”. Diversi ed autorevoli gli interventi. Erano presenti: il Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Presidente dell’associazione organizzatrice, il rappresentante del WWF, il Dirigente della Regione Lazio della direzione Capitale Naturale, i rappresentanti degli allevatori e delle aziende agricole, ecc. Purtroppo è stata sprecata una buona occasione per centrare il problema e mitigare il conflitto che da tempo affligge la convivenza tra uomo e lupo. Partendo dal presupposto che gli allevatori devono poter riuscire a sopravvivere e il lupo ha diritto a vivere, due sono le soluzioni; da un lato la protezione degli animali domestici nella maniera più adeguata, dall’altro una vicinanza delle istituzioni nel momento dell’accertato danno all’allevatore ad opera del selvatico. Quando si parla di protezione adeguata si vuole dire: custodia degli animali, cani addestrati alla guardiania, recinzioni elettrificate, ecc; Quando si parla di “vicinanza” delle istituzione si intende il risarcimento economico del danneggiato. Premesso che una forma di sussidiarietà già viene percepita dagli allevatori sotto forma di “quote” per ogni capo di bestiame attraverso una serie di parametri dalla comunità europea [… ]  È innegabile (chiunque può verificare gli atti pubblici) che laddove ad indennizzare l’allevatore la competenza territoriale è del Parco Nazione d’Abruzzo, Lazio e Molise l’accertamento viene svolto entro le 24 ore, i tempi del risarcimento sono entro i sessante giorni e la somma che viene elargita è superiore al mercato reale. Cosa completamente diversa è laddove la competenza è della Regione (e quindi per un territorio molto più vasto) perché l’allevatore bisogna che paghi una quota di 50 euro per ricevere un sopralluogo, il sopralluogo viene eseguito costantemente in ritardo, i tempi dell’indennizzo sono molto lunghi (anche anni), la cifra elargita è al di sotto del mercato reale. Noi auguriamo che la Regione Lazio inizi a dare delle risposte concrete a questo problema, anche guardando a chi queste pratiche già le fa e le fa bene da anni. (Fonte: comunicato stampa *Orso and Friends *)
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