Focus – Cinghiali: a rischio la sicurezza degli automobilisti e i raccolti agricoli

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) È emergenza nazionale, la presenza massiccia dei cinghiali mette a rischio la sicurezza degli automobilisti coinvolti negli incidenti stradali; gli ungulati distruggono raccolti e sono un pericolo per gli animali allevati.

La situazione è preoccupante ed è il risultato della incontrollata proliferazione dei cinghiali che in Italia ha superato abbondantemente il milione di esemplari. Questi animali selvatici di solito vivono nelle zone boschive, ma già da qualche anno si avvistano nelle zone limitrofe al centro abitato e nelle aree di campagna, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Onnivori, adattabilissimi sono in grado di moltiplicarsi in un breve lasso di tempo, da 50 anni a questa parte si sono ripopolati a dismisura. Il cinghiale è l’antenato del maiale, fu addomesticato dall’uomo parecchi secoli fa e il suo aspetto e le caratteristiche mutarono gradualmente. Nacque il maiale, ma restò anche il cinghiale con il pelo più folto, le zampe più slanciate, il cranio più affusolato e la presenza di zanne. Il cinghiale è un animale notturno, dopo il tramonto esce dalla tana per cercare cibo e acqua. Invadono i campi coltivati, i centri abitati, strade e autostrade, distruggendo i raccolti agricoli, sterminando animali allevati e causando incidenti stradali. Si contano danni stimati per circa 100 milioni di euro l’anno, senza contare i casi in cui purtroppo ci sono anche vittime. Molti automobilisti inoltre neanche più denunciano i sinistri, scoraggiati dalle lungaggini burocratiche. L’emergenza cinghiali è diventato un fatto di sicurezza delle persone. Sono diventati così tanti a causa dell’urbanizzazione che ha portato l’uomo ad abbandonare le campagne, lasciandole a disposizione di questi animali selvatici, inoltre sono diminuiti i lupi, i principali predatori dopo l’uomo e i cacciatori negli anni hanno immesso nuovi esemplari nelle zone in cui erano meno diffusi. La presenza degli ungulati negli ambienti urbani è preoccupante perché nelle incursioni notturne, aumenta il rischio degli incidenti stradali e le coltivazioni distrutte. Per risolvere la questione Ispra ha consigliato di avviare campagne di informazione per i cittadini. Fornire cibo ai cinghiali è una pratica assolutamente sconsigliabile, perché favorisce l’abitudine degli ungulati all’uomo con potenziali rischi per le persone. La presenza di cinghiali nelle aree urbane è legata alla disponibilità di scarti alimentari e di rifiuti organici. Essendo un animale per natura selvatico può reagire nei confronti dell’uomo mordendo o spingendolo violentemente. Inoltre facilitandone la presenza vicino a strade e abitazioni si favorisce il rischio degli incidenti, provocati dal loro attraversamento. I cacciatori dovrebbero evitare di immettere nuovi esemplari e i contadini dovrebbero invece recintare i terreni per proteggere le coltivazioni. Inoltre nelle città con un’errata gestione dei rifiuti, i cinghiali trovano facilmente cibo nei punti di raccolta, mentre un efficiente servizio non li stimolerebbe ad avvicinarsi ai rifiuti. Anna Ammanniti
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