Arpino/Sora: il ricordo di Stella, la ragazza che aggiungeva vita ai giorni e che continua a brillare!

Sara Pacitto
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In questi giorni tante persone si fermano a riflettere sull’anno che è passato, su ciò che è successo: le cose belle e quelle brutte, le esperienze da ripetere e quelle da evitare, le occasioni da ricordare e quelle da dimenticare, le persone che hai vicino e quelle che, per motivi diversi, non ci sono più.

Stella Tatangelo è una giovane ragazza di Sora, aveva compiuto 18 anni il 23 luglio e, nemmeno un mese dopo, è diventata un “angelo”: laconica icona del dolore che provoca la mancanza di un amore grande e, di contro, gioia infinita che bea chi conserva la memoria della sua esistenza. Perché Stella aggiungeva vita ai giorni ed il suo ricordo è la forza essenziale per andare avanti. Stella ha prematuramente perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto nella notte del 14 agosto, poco prima delle 02:00, su via Pietro Nenni di Arpino: una disgrazia che non si dimentica, che ha scosso non solo l’intera comunità sorana ma chiunque abbia avuto notizia di questo triste episodio. Con la malinconia nel cuore, ognuno ricorda Stella, una stella speciale che continuerà a brillare nel cielo di tutti. Una notte che rimarrà indelebile nell’animo e nella mente di chi l’ha vissuta, anche per caso, trovandosi a transitare sulla stessa strada mentre faceva ritorno presso la propria dimora «Prima di arrivare alla svolta del vivaio, già vedevo lampeggiare le luci dell’ambulanza. Ho fatto la curva per parcheggiare: davanti a me i mezzi dei Vigili del Fuoco e del 118 invadevano tutta la carreggiata, non si vedeva oltre. Nonostante l’incidente fosse appena successo, non erano arrivati nemmeno i Carabinieri, gli operatori erano in piena attività. Ho percorso quel breve tratto di strada con le gambe tremanti fino a raggiungere il veicolo coinvolto: sono mamma ed il terrore che mio figlio poteva essere tra i coinvolti mi paralizzava: quella liberazione la porto ancora dentro, come un macigno, si è trasformata in senso di colpa per aver tirato un sospiro di sollievo. I Vigili del Fuoco tagliavano le lamiere: gli si vedeva in viso la determinazione, l’intenzione di tirare fuori le tre persone che ancora erano nell’abitacolo della vettura, ormai ridotta ad un rottame accartocciato. Lavoravano in sincro, in silenzio, sapevano cosa fare, non c’era bisogno di alcuna indicazione. L’apprensione era palpabile. Tutt’intorno una folla di ragazzi, gli amici, che aspettavano di vedere i loro compagni, aspettavano di sentire “qui tutto ok”. E poi la gente che risiede nei paraggi, accorsa dopo aver sentito “il boato”. Stella è stata l’ultima ad essere estratta, alle 02:30 circa: distesa sulla barella, sembrava dormisse, non ho visto la fine sul tuo volto. Il mutismo mesto dei Vigili del Fuoco era diventato rassegnazione dinanzi l’amaro epilogo: la morte non lascia mai indifferenti, nessuno, nemmeno chi pratica un lavoro per cui spesso ci si trova faccia a faccia. La prematura dipartita di Stella, nella notte del 14 agosto, è stata una dura sconfitta per chi ha creduto e sperato fino alla fine. Anche l’ambulanza è andata via silenziosamente, a sirene spente». Una notte che rimarrà indelebile nell’animo e nella mente di chi l’ha vissuta, anche per caso. Il posto dell’impatto è diventato luogo solenne: come fosse un giaciglio dove Stella si è accucciata a dormire, lì, tra i fiori, le preghiere ed i ricordi che parenti ed amici hanno deposto. E chi passa rallenta la corsa, per non disturbare, per non dare fastidio a quella ragazza bellissima, dal sorriso luminoso. Un brivido che percorre la schiena: una tragedia che ha tolto molto, in maniera diversa, a tanti. Una tragedia che non deve essere dimenticata, che sia un monito per tutti. E forse è questo che vuole anche Stella: rimanere in quel posto “maledetto” per ricordare che la vita di ognuno può essere spezzata in un soffio, affinché ciascuno abbia cura di conservare questo grande dono. Benito, lo zio di Stella, in occasione del Natale ha rivolto a sua nipote una dedica piena d’amore sulle note di una dolcissima canzone di Laura Pausini. Con le stesse parole anche noi salutiamo l’angelo, la stella speciale che continuerà a brillare nel cielo di tutti «C’è molto di te, che sento ancor mio. Se c’è un paradiso, adesso sei lì, nel cielo di raso. Ti dico ciao e non è un addio». Sara Pacitto
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