(di Alessandro Andrelli) L’appuntamento istituzionale degli auguri di Natale ai dipendenti, tenutosi ieri (martedì 24 dicembre) nella sala del consiglio, ha smascherato definitivamente De Donatis e tutto il suo governo. In risposta all’operato politico più scellerato che si ricordi a memoria d’uomo a Sora, ci dicono che solo in 14 erano presenti nella sala per ascoltare il saluto del primo cittadino.
Per di più, quattro dei quattordici, erano intervenuti solo perché lavoratori collocati in pensione nel 2019 e quindi obbligati a ritirare il regalo ricordo del servizio prestato. Temperature glaciali, quindi, in un salone gelido in ogni senso. Voci di corridoio ben accreditate dicono che De Donatis davanti a tale affronto si sia imbestialito e che abbia perso il controllo. Vista la situazione a dir poco drammatica, il primo cittadino, uomo degli autoproclami e delle conferenze stampa, avrebbe assolutamente vietato l’ingresso ai giornalisti per non permettere né interviste né fotografie e per salvare il salvabile. Nei corridoi si sussurra che è poco quanto fatto dai dipendenti con la loro assenza. Troppe le “umiliazioni” e le “vessazioni” subite e subende in questi tre anni e mezzo di governo. Mai un gruppo politico avrebbe dimostrato tanta perfidia, scelleratezza e incapacità politica. Dicono che in tanti, sicuramente troppi, sarebbero stati “perseguitati” ed umiliati nei modi più impensati. Ci si sarebbe divertito a fare del male alla gente assecondando la mente perversa di qualcuno, perché Alcatraz continuerebbe a essere popolato di nani e streghe come il film di Fantaghirò. Dipendenti laureati, calpestati nella dignità, sarebbero stati messi a svolgere compiti umilianti che andrebbero dall’ordinazione cronologica o alfabetica (come i bambini delle scuole elementari) alle compilazione di attestazioni standard. Cosa più semplice non c’è. Alcuni, dopo tre anni e mezzo di governo De Donatis, non avrebbero ancora una scrivania propria e ogni giorno sarebbero costretti a starsene in piedi per vedere chi manca (per malattia o ferie) per occuparne il posto. Vergogna! Totale ed assoluta vergogna! Solo per punire e far pagare non si capisce bene che. La maggioranza, poi, dopo i cosiddetti “nemici” è passata a spianare “gli amici” che, nonostante il ruolo da zerbino e l’ubbidienza sempre dimostrata, sono stati gettati via non diversamente dagli altri. Uno smacco mai aspettato, un continuare a calpestare la dignità. A fronte di un quadro simile che, peraltro, sarebbe soltanto la punta dell’iceberg, 14 persone presenti in sala consiglio ci sembrano anche troppe. Il Comune implode su se stesso mentre Sora esplode in ogni direzione. Non c’è una cosa che funzioni, neanche per sbaglio. Non ci sono più risposte né per tecnici né per cittadini. Tre anni e mezzo sono stati sufficienti per sfasciare tutto quello che c’era. Sicuramente non era il massimo, ma almeno qualcosa era. Adesso non c’è più niente. Totali le responsabilità politiche che gravano su De Donatis e sul suo governo, perché più di quanto fatto in negativo non potevano di certo fare. Come modificare lo stato delle cose? Oggi è Natale… sperare in un miracolo forse si può. Auguri Sora, auguri sorani!!! Alessandro Andrelli
