Giovane rifugiato della Caritas coperto di sangue in strada, è stato soccorso da alcuni conoscenti di fronte all’indifferenza dei passanti.
Il triste episodio si è verificato ieri pomeriggio, nei pressi di via Case Giamosca, dove il giovane Momo, questo il nomignolo del malcapitato, vive con altri ragazzi di diverse etnie da diverso tempo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti pare che il migrante sia rimasto vittima di un grave incidente domestico, tagliandosi rovinosamente il braccio con del vetro. “Erano le 17 circa – ha spiegato una ragazza del posto – e stavo uscendo di casa con il mio ragazzo, quando ho visto all’orizzonte una persona che a stento si reggeva in piedi, completamente ricoperta di sangue. Poi, in lui ho riconosciuto l’amico Momo e, senza troppi giri di parole, l’ho accompagnato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Trinità di Sora. Da qui, data la gravità della ferita, è stato immediatamente ricoverato e dovrà sottoporsi ad un intervento per salvare il braccio. Sì, perché la profondità della lacerazione ha inciso sul tendine e su un’arteria. Così si spiega la grande perdita di sangue. Ha rischiato di morire dissanguato non solo per la ferita, ma soprattutto per l’indifferenza della gente che a quell’ora era di transito in auto proprio in quella zona. Nessuno però ha pensato di prestargli soccorso o di chiamare il 118. Mi vergogno dei miei concittadini!”. Questa è la dura ed accorata testimonianza di una giovane donna di Alvito che crede nell’integrazione, ma ancora di più in un gesto di umanità. Nelle prossime ore ci saranno aggiornamenti sulle condizioni di Momo, al quale la redazione fa i migliori auguri di pronta guarigione e di un Natale sereno in compagnia degli amici veri, nonostante tutto. Caterina Paglia
