Tic tac tic tac tic tac… il tempo scorre imperterrito, senza sosta e senza tregua. Tic tac tic tac tic tac… il tempo scorre, portando con sé i giorni, trenta lenti ed inarrestabili giorni, trenta giorni da quel tam tam di notizie, inizialmente confuse e piene di incertezza, trenta giorni dalla consapevolezza dell’orrore, trenta giorni di dolore immenso, un dolore che ha tagliato il cielo e trafitto i cuori lasciandoli senza respiro.
Un urlo si spande. Gilberta è morta. Morta per non aver ceduto alla violenza. Morta perché si è ribellata pur non riuscendo a difendersi. Morta perché vittima ignara ed inconsapevole.
Davanti alla crudele e spietata verità, le teste si chinano, gli occhi si riempiono di lacrime, le bocche finalmente si chiudono e con loro scompaiono anche le parole, quelle irrispettose e false, quelle pronunciate indegnamente senza considerazione, quelle assetate soltanto di sciocco protagonismo.
Tutto si ferma e nel silenzio delle parole, i cuori parlano ai cuori, il sacrificio di Gilberta diventa luce che, potente, si diffonde ed illumina il mondo.
Con forza e senza indugio, vuole rischiarare la vita di tutte quelle donne vittime di violenza che sono quotidianamente costrette al silenzio dentro le loro case, che hanno paura del pregiudizio e che, terrorizzate, chinano la testa.
Tutto si ferma e nel silenzio delle parole i cuori parlano ai cuori, il sacrificio di Gilberta diventa profumo di vita, una vita che, nonostante tutto, non si arrende, una vita che non perde la speranza. E proprio questa speranza di vittoria sulla violenza, si eleva a monumento, quale mezzo per non dimenticare ed aiutare tante altre donne in difficoltà, donne avvolte dal buio dell’anonimato e del silenzio, della fredda indifferenza.
Grazie Gilberta!
La melodia unica del tuo essere speciale sia da monito e da esempio all’intera società… una prece.
Foto gentilmente concesse dalla famiglia Palleschi
