Editoriale – Sora, il “bottino” di De Donatis e le “caramelle” della sua squadra

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) È nota a tutti l’ultima puntata del “De Donatis Show”, andata in onda lo scorso, lunedì 18 novembre. È l’ennesima sceneggiata del sindaco a cui si aggiungono quelle, oramai innumerevoli, degli assessori e dei consiglieri. Si è arrivati al patetico, oltre ogni dignità politica.

Dopo la costituzione ufficiale del gruppo politico di “Fratelli d’Italia”, il sindaco, alla pari dei più grandi presidenti americani (vera pazzia politica) convoca una conferenza stampa notturna per dire che il progetto della piattaforma civica è naufragato inesorabilmente. Dopo tre anni e mezzo, il primo cittadino si accorge, quasi a mezzanotte, della catastrofe totale del suo mandato, non perché veramente consapevole della propria incapacità, ma perché tirato per la giacchetta dal gruppo consiliare più numeroso e sicuramente più “pesante” per ruoli rivestiti e deleghe ricevute. De Donatis esige la firma su un documento programmatico, non riportante altro che i punti salienti del programma elettorale. È alla frutta e di certo non si fida delle abbondanti rassicurazioni elargite da Fratelli d’Italia. Non c’è più rapporto politico tra le varie anime che compongono la maggioranza. Non c’è più storia! Eppure il sindaco, consapevole di aver dato vita al disastro amministrativo e politico più grave della storia della città di Sora, vuole portare a termine i due “suoi” grandi obiettivi: la scuola modello dell’archi-star Piano e la farmacia “comunale” in house. Questo è quello che gli interessa. Questo è il suo “bottino”. Tutto il resto sono caramelle offerte a chi si accontenta di piccoli dolcetti a fine pasto. Tra questi, sarebbe in prima linea Gemmiti che, nonostante lo scempio provocato nell’ambito culturale (ha distrutto inesorabilmente quelle che erano realtà di rilievo e richiamo per tutti i Comuni della provincia, riducendo Museo e Biblioteca a semplici luoghi di deposito materiali), pur di rimanere “in sella”, sarebbe pronto ad entrare nello staff del sindaco causando la cacciata dell’altro professionista che tornerà a casa perché immolato nel nome della “coerenza e del rispetto”. Sembra che continui a scartare caramelle anche Lino Caschera che si nasconde dietro la scusa di carenza e mancata organizzazione di personale per giustificare le proprie incapacità. E se stare nella nebbia gli piace tanto, è maestro a raccontare favole senza distintivo sulla pubblica illuminazione, dimenticando i 43mila euro, impegnati e liquidati, per lampadine e lavori che restano un mistero. Con faccia politica di cuoio, continua a mantenere lucidità e prende in giro i sorani. Dalle sue parole appare evidente la non conoscenza della normativa e gli asini volano numerosi tra le sue chiacchiere da bar. I cittadini, però, conoscono la verità. Aspettano da più di un anno al buio con quasi 90milioni delle vecchie lire spesi. Soldi pubblici che non si sa dove siano andati a finire. Così i sorani rispondono a muso duro consapevoli dell’evidenza. Sono stanchi di essere presi in giro tramite scientifica e voluta pazzia politica, perché stupidi non sono. Caschera si gioca ogni carta, incluso l’appalto sulla pubblica illuminazione, seppur inconsapevole di cosa si stia parlando. Scende in campo su Facebook l’ex dirigente dei Lavori Pubblici del Comune che spiega tecnicamente e puntualmente la gara, chiarendo lo scempio che De Donatis e la sua maggioranza sono stati capaci di fare. Il personale é stanco e non ce la fa più. A tal proposito che fine ha fatto la tanto decantata delibera di riorganizzazione, oggetto di infinite riunioni di pseudo condivisione con la maggioranza? Di fatto la stessa sarebbe stata predisposta, tempo fa, unicamente da Wonder Woman e dal suo “braccio armato” e con l’ausilio di un “alto” funzionario, il cui compenso sarebbe stato mascherato sotto altre prestazioni professionali che sembra non siano state mai effettuate o effettuate solo in parte. In compenso si risparmia il fondo che forse non c’è più, dimenticando di nominare i responsabili delle posizioni organizzative scadute oramai da maggio. Per non parlare del salario accessorio e della produttività dovuta ai dipendenti per l’anno 2018. Ma le caramelle non finiscono e diverse toccano anche a Bruni che continua ad appaltare lavori finanziati da mutui, quindi tutti debiti, (campo da mini golf, pista ciclabile, smantellamento mattatoio) e a perdere finanziamenti senza battere ciglio, attribuendo le colpe agli altri. Chi lo conosce bene dice che è un maestro nel fare questo, tra storie e chiacchiere che non corrispondono a realtà. Per non parlare di Coletta che, nonostante il suo non sapere, parla e sparla sulla Farmacia decretandone con gli altri la chiusura e la perdita di sette posti di lavoro. Il governo De Donatis è stato capace di distruggere anche una realtà che funzionava e che faceva utili… uno scandalo!!! Si potrebbe continuare senza fine. Troppo quello distrutto che si potrebbe raccontare. La gente urla, la gente è stanca, la gente non ce la fa più. Ci si aspetta dal sindaco De Donatis un atto di coraggio e dimissioni irrevocabili, così da ridare finalmente la parola ai sorani. Ma per fare questo ci vorrebbe stoffa politica che di certo in questa maggioranza non c’è. Povera Sora!!! Davvero povera Sora, offesa, tradita, ferita dall’ “armata Brancaleone”, che purtroppo questa volta non fa parte di un film. Alessandro Andrelli
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