Il Parco di Piscina, il sito che ospita una delle bellezze storiche della città: gli Arcazzi, versa ancora una volta in uno stato di degrado e sporcizia.

Già molti anni fa fu commesso lo “sbaglio” di trasformare “le terme dei romani”, un lascito di così tanta importanza storica, in un parcheggio, sacrificando l’inutile “lavoro” dei nostri avi, ma tenerlo anche in stato di totale abbandono è troppo. Il consigliere di minoranza Nello Di Giulio segnala il degrado in cui vive il Parco.
“Diceva il Manzoni di don Abbondio “Il coraggio uno o ce l’ha o non ce l’ha, certo non se lo può dare. Così come non si può dare nessuna altra virtù se non la possiede”. Eravamo nell’ Ottocento e lontani dall’odierna modernità. Non vorremmo, noi di “Anagni cambia Anagni” che questa irrimediabile assenza di virtù valga ancora nella Giunta del Sindaco Natalia per quanto riguarda sensibilità pubblica e senso del dovere amministrativo. Il giardino di Piscina, quel poco sottratto alle macchine per consentire il gioco dei bambini ed un minimo di socializzazione tra genitori, versa di nuovo in condizioni vergognose: vetri in abbandono, escrementi di cani, plastica ed ortiche la fanno da padrone quasi ovunque. Ripetuti interventi su pagine di giornali on line sono serviti al massimo ad un’attenzione amministrativa per qualche settimana, poi tutto come prima, peggio di prima. Ed allora, di nuovo a scrivere sulla stampa ed a denunciare una situazione di inaccettabile degrado per mancanza di competenza o senso di responsabilità in chi amministra la città. Eppure nel contratto con la società che si occupa del servizio della Nettezza Urbana si legge tra l’altro: “le operazioni di spazzamento saranno effettuate nel turno mattutino … particolare attenzione sarà riservata al Parco della Rimembranza ed al Parco di Piscina…” Ed allora, dopo l’ennesima nostra segnalazione, se risultasse che chi amministra non ha -come per coraggio in don Abbondio- sensibilità e senso del dovere nell’applicare norme contrattuali e garantire un’ordinaria fruibilità di un fazzoletto di parco pubblico, se fossimo a questi livelli, meglio tornarsene subito a casa propria. Il rispetto di alcuni elementari diritti dei cittadini, oltretutto ben pagati in bolletta Ta.Ri., non deve essere più sollecitato al Sindaco un mese sì e l’altro pure! La città di Anagni ha fortemente bisogno di alzare lo sguardo sul futuro e non può continuare a registrare il vuoto nell’ ordinaria amministrazione.” Un distinguo non può mancare per i soliti incivili che hanno l’obbligo di raccogliere gli escrementi dei loro cani portati a spasso nel giardino e di non buttare i loro rifiuti ovunque.
Anna Ammanniti