Cassino – Dragonetti: “Operazione Welcome to Italy, non si può tacere!”

Alessandro Andrelli
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“L’indagine ‘Welcome to Italy’ non è altro che la conclusione di un periodo apicale, di certe persone che, senza tener conto di ideali politici e senso di umanità, ha lucrato sulla pelle dei meno fortunati. Non posso tacere riguardo coloro che si sono ritrovati coinvolti nella maxi inchiesta messa a segno dalla Procura di Cassino grazie la lavoro investigativo di Guardia di Finanza e Polizia”.  Così Niki Dragonetti, segretario provinciale “Lo Scarpone”.

“Del resto io per primo, in tre anni di opposizione esterna, ho denunciato decine di volte, attraverso le dirette social, le condizioni in cui vivevano i profughi: un esempio per tutti riguarda la situazione di via Lena Mulattieri. Ho fatto denunce, esposti e anche proteste clamorose come la lettera all’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Eppure nonostante tutto questo clamore mediatico, nonostante tutta questa attenzione, loro, gli indagati colpiti di provvedimento cautelare, hanno continuato a fare i loro comodi. Vacanza di lusso, feste da sogno e auto dal costo esorbitante. A pagare siamo sempre stati noi, i cittadini. E allora come si può credere che un imprenditore sanitario colpito dall’inchiesta possa pensare al bene della città, attraverso i suoi eletti in Consiglio Comunale, se non riesce ad avere rispetto neanche di chi non ha nulla. Una Giunta claudicante, quella del sindaco Enzo Salera. Una Giunta che viene comunque sfiorata dallo scandalo anche se nessuno dei componenti è indagato. Vi spiego perché: un presidente del Consiglio fortemente legato politicamente parlando all’imprenditore sanitario, un assessore è medico e dipendente di quell’imprenditore sanitario; un altro assessore è invece moglie di un pubblico funzionario il cui nome ricorre più volte nelle tante intercettazioni telefoniche. Non è indagato ma certamente è uno stretto conoscente di Katia Risi, titolare della Casa di Tom, una delle cooperative finite al centro della bufera giudiziaria e mediatica. Per quale motivo il pubblico ufficiale, deve essere ritenuto dall’imprenditrice accusata di associazione a delinquere, truffa e malversazione, ‘un caro amico’? Non dimentichiamo inoltre che il pubblico funzionario è fratello di un consigliere comunale eletto nella squadra di Enzo Salera. Non vi sto raccontando favole ma semplicemente, carte alla mano, ho tirato delle conclusioni: non esistono partiti, ideali e schieramenti politici quando si tratta di fare ‘cassa’. E in questo frangente ad ‘incassare’ sono stati rappresentanti politici che spaziano da destra a sinistra: dal Pd al Movimento Sociale, da Forza Italia alla Lega. Cassino merita di essere liberata da questi incesti che la paralizzano, la rendono immobile e che hanno tolto fiducia e speranza nei residenti. La cosa scandalosa è il silenzio assordante di queste persone. C’era, durante la campagna elettorale, una specie di cabarettista ce, dai palchi sosteneva che Niki Dragonetti è un fascista, xenofobo, razzista. Le truppe cammellate di Salera e compagnia, applaudivano e sbraitavano contro di me difendendo le cooperative e gli immigrati. Ora se che tanto tenevano alla salute degli immigrati e al loro, perché non parlavano? Dove sono finiti? Tutti muti, tutti conniventi. Altro che bene della città. E la chiesa che posizione intende prendere? Vescovo ed abate perché non sono intervenuti a tutela degli immigrati cristiani?” Niki Dragonetti
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