Cassino – Accusato di chiedere voti in cambio di favori, dipendente Unicas assolto con formula piena

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Otto anni fa finì nella bufera perché accusato di aver chiesto voti per la moglie, candidata alle elezioni comunali, in cambio di favori all’Università. Una vicenda giudiziaria conclusasi, in Appello, con l’assoluzione con formula piena per il dipendente dell’Università.

In primo grado dinanzi al Tribunale di Cassino c’era stata la condanna a otto mesi di reclusione. Il dipendente dell’Università degli studi Cassino e del Lazio Meridionale, tramite l’avvocato Danilo Iafrate, ha appellato la sentenza. La difesa, anche in appello, ha sostenuto che l’accusa, in realtà era monca, perché mancava l’oggetto della presunta corruzione, l’utilità promessa ad una studentessa. I giudici della Corte Appello nella giornata di ieri hanno pronunciato la sentenza: assolto con formula piena.  
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