Quando inclusione fa rima con partecipazione e condivisione di idee, allora vuol dire che il Festival One, nusciun e centomila, ha raggiunto un importante livello di consensi.
Una crescita inarrestabile e motivata per questa seconda edizione che si è felicemente svolta la scorsa domenica sulle sponde del lago di Posta Fibreno.
Merito delle tre associazioni che hanno ideato e organizzato l’evento in collaborazione con l’Amministrazione comunale: Rise Hub, ViviCasalvieri e Storie d’amare. Nel corso dell’intensa serata i visitatori hanno avuto modo di ascoltare racconti di vita, storie di donne e di migranti, ammirando un’interessante mostra fotografica curata da Mario Piselli e infine un travolgente concerto musicale.
“Centomila ringraziamenti dallo staff One, con l’auspicio che non venga dimenticato ‘Nisciun’ – hanno sottolineato da Rise Hub – . Dopo gli abbracci, le
strette di mano, gli occhi dentro agli occhi, vogliamo condividere le immagini e i volti della seconda edizione del Festival dell’Inclusione per dire ancora grazie ai nostri sostenitori. Gli ospiti, i volontari, l’Amministrazione comunale, i partecipanti intervenuti, quanti non hanno potuto raggiungerci e lo speciale servizio fotografico di Paolo Sangermano”. E per ricordare il tema centrale del Festival, l’Associazione Rise Hub ha di proposito scelto un interessante passaggio tratto dal romanzo “Migrante per sempre” di Chiara Ingrao, siciliana di origine ed emigrata in Germania, edito da Baldini e Castoldi nel 2019, presentato durante la manifestazione di domenica.
“Voglio accettarmi per quella che sono, voglio esserne fiera. Non sono gli altri a trattarmi da straniera: sono io, che ho attraversato troppi luoghi e troppe tribù, per poter scegliere di poter appartenere a una sola. Non ho bisogno di loro, non più: sono straniera e sono libera, sono una figlia del mondo. Sono una migrante, Lina, e lo sei anche tu, che ti piaccia o no. Chi è stata migrante resta migrante per sempre”. E così, semplicemente, l’identità apparentemente smarrita, si ritrova in ogni luogo ed esperienza di vita vissuta. Noi siamo l’altro.
Plausi ancora a: Denise Faticante, moderatrice del dibattito, Cesare Erario, fondatore e curatore della Casa Museo Académie Vitti, Vanessa Ianni, l’artista e cantante Fabiano Pittiglio, Maria Loffreda e Maina Furbini che hanno passato il testimone ad Alpha Oumar Kadiatou Diallo e Amin Nour. L’appuntamento è al prossimo anno, edizione per la quale si sta già lavorando.
Caterina Paglia
