Editoriale – C’era una volta la Sinistra quella vera, finita con Enrico Berliguer

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Partiamo dalle origini, quando è nata la sinistra? L’ideologia che ha sempre contraddistinto una “corrente”, la corrente del popolo.

L’epoca della Sinistra storica partì nel 1876 e sfociò nell’età giolittiana, si rifaceva alle idee mazziniane e garibaldine, quindi democratiche. Nel 1892 nacque il primo Partito Socialista; negli anni di governo della Sinistra storica, si fecero strada alcune forze politiche, il Partito Repubblicano e il Partito Radicale. Nel ‘900 i maggiori partiti di sinistra attivi furono il Partito Socialista e il Partito Comunista. Oggi all’area “moderata” o “riformista” della sinistra, detta anche centro-sinistra appartiene il Partito Democratico. Per principio ed ideologia, per democratico si intende un partito che faccia gli interessi dei lavoratori. Durante la seconda guerra mondiale si diffuse un modello di democrazia tra i partigiani, parlare di antifascismo non ha fondamento, vi era piuttosto un’opposizione borghese e liberale e una comunista; lo scontro tra comunismo e capitalismo durò fino al 1970. Il comunista sognava un mondo libero, un mondo di uguali senza sfruttati e senza sfruttatori, pacifico e prospero. Cosa è rimasto oggi di quella sinistra? Quando nel 1921 Antonio Gramsci fondò il Partito Comunista Italiano certo non poteva ipotizzare che in meno di un secolo i suoi successori, attraverso sigle e scissioni, avrebbero smantellato la sua creatura, così tanto da non avere più nulla del suo partito. Il PCI era il cuore rosso della nascita della Repubblica, è stato sgretolato e smontato pezzo dopo pezzo, fino allo scioglimento. Nel 1991 Achille Occhetto con i moderati della nuova sinistra fondarono il Partito Democratico della Sinistra (PDS), mentre i nostalgici della falce e martello seguirono Armando Cossutta che fondò il Partito della Rifondazione Comunista. In seguito alla sconfitta elettorale del 1994 Massimo D’Alema prese il testimone da Achille Occhetto, mentre Armando Cossutta lasciò la poltrona a Fausto Bertinotti. Nel 1996 la sinistra con le forze riformiste moderatamente di sinistra e liberali si riunirono nell’Ulivo e Romano Prodi venne nominato Premier. Nel 1998 nacquero i Democratici di Sinistra con il presidente D’Alema e primo segretario Walter Veltroni. Nel 2001 gli succederà Piero Fassino che resterà in carica fino allo scioglimento dei DS nel 2007. In questo anno nasce l’attuale Partito Democratico e nel 2008 sceglie di tagliare i ponti con i partiti più a sinistra. Dodici anni di storia, fatti di vittorie e alleanze, ma anche di cocenti sconfitte e scissioni interne. Il simbolo del Pd contiene i tre colori della bandiera italiana, ma unisce anche quelli di tre diverse tradizioni che il partito si pone l’obiettivo di rappresentare: il verde degli ambientalisti, il bianco del mondo cattolico, il rosso del socialismo europeo e dei lavoratori. Ma di sinistra è rimasto ben poco. Il personaggio di spicco della sinistra italiana resta Enrico Berlinguer, icona della bella e buona politica. Uno dei punti di base della sua politica fu di tipo “morale”, ovvero la denuncia dell’inefficienza del sistema democratico dei vari partiti italiani e la denuncia della corruzione. Era il 1981 quando Berlinguer affermò che “i partiti hanno occupato tutto… bisogna agire la rabbia dei cittadini verso tale occupazione non arrivi ad essere un’avversione verso i partiti in sé”. Berlinguer parlò anche, anticipando i tempi, di “ricerca di un modello di sviluppo economico compatibile” e di “decentramento politico”. Sue le seguenti parole: “Non si risana il Paese sulla pelle dei lavoratori: se sacrifici devono essere, tutti devono parteciparvi in maniera proporzionata alle proprie capacità”.  Era invece il 1982 quando diceva queste cose: “I comunisti hanno dimostrato anche negli ultimi mesi di sapersi battere per garantire le libertà e i diritti democratici non solo per sé stessi, in quanto opposizione, ma per tutti, anche per chi non è comunista, anche per chi è avversario dei comunisti!” “L’avanzata del Partito Comunista Italiano può far paura, soltanto ai corrotti e ai prepotenti che esistono nel nostro Paese”. E ancora: “Siamo convinti che il mondo può essere conosciuto, interpretato, trasformato e condotto ad essere al servizio dell’uomo, del suo bene, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita“.  “Vogliamo una società che rispetti tutte le libertà sancite dalla Costituzione.” “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.” Io le invettive non le lancio contro nessuno, non mi piace scagliare anatemi, gli anatemi sono espressioni di fanatismo e v’è troppo fanatismo nel mondo.” Attualmente il centro sinistra ha perso di vista il principio sul quale era stata fondato, seppellendo un’ideologia, prediligendo la classe dirigenziale con la società d’élite, dimenticando la propria gente, ferma al palo e gli interessi dei lavoratori. Come disse Andrea Camilleri comunista italiano dichiarato: “La politica ha cominciato a finire con la scomparsa di uomini del livello di Aldo Moro ed Enrico Berlinguer.” Anna Ammanniti
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