Processo Morganti, si replica. Nella giornata di ieri in aula il pm Vittorio Misiti ha controbattuto alle contestazioni sollevate dagli avvocati della difesa che avevano evidenziato numerose discrepanze nelle indagini portate avanti dalla procura.
Il pm però con i verbali alla mano ha fornito al giudice della Corte Giuseppe Farinella tutte le delucidazioni del caso. Secondo la procura l’ipotesi di reato e quella di omicidio volontario e non di rissa aggravata. Escluso dal pm anche l’ipotesi di reato di omicidio preteritenzionale. Emanuele Morganti, ha tenuto a sottolineare il magistrato, sarebbe stato ucciso per futili motivi. Secondo gli avvocati di Michel Fortuna l’unico per il quale i pm hanno richiesto l’ergastolo, questo è un processo dove non esistono prove certe. Non la pensa allo stesso modo l’avvocato di parte civile Enrico Pavia che ha dissentito energicamente sull’ipotesi di reato paventata dalle difese di rissa aggravata in quanto la sera del 24 marzo 2017 nessuno degli imputati sarebbe stato refertato in ospedale. Questo secondo il legale ciò starebbe a significare che si sarebbe trattato di un vero e proprio linciaggio nei confronti del ventenne di Tecchiena. Per non parlare di Franco Castagnacci, l’unico che al momento si trova agli arresti domiciliari. Secondo il legale Castacci avrebbe impedito all’amico del cuore di Emanuele di soccorrerlo bloccandolo per un braccio. L’imputato si era difeso dicendo che lo aveva fermato perchè temeva che scavalcando quel muro che lo divideva da Emanuele potesse farsi male. Ma dal sopralluogo sarebbe emerso che il muretto era talmente basso che se lo avesse scavalcato il giovane non avrebbe corso alcun pericolo. Castagnacci inoltre avrebbe incitato gli imputati a colpire il ragazzo. Da qui l’ipotesi di reato di istigazione. La sentenza il prossimo 26 luglio. Mar.Ming.
