Il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio qualche giorno fa ha presentato al sindaco e al presidente del consiglio, un’interrogazione riguardo l’area archeologica di Piscina.
Nel sito archeologico sono comparsi da alcuni giorni dei picchetti di ancoraggio piantati all’interno della strada che fiancheggia le mura, il consigliere Di Giulio ne chiede l’immediata rimozione. Il vento ha smosso un palo delle utenze e anziché sostituirlo lo hanno ancorato con tre tiranti, due dei quali invadono lo stradone. Questi picchetti d’acciaio ostruiscono la transitabilità turistica di quel tratto di strada sotto le mura, impedendone anche la pulizia meccanica, rischiando l’abbandono al degrado dell’intera zona. Nello Di Giulio: “Quando ad Anagni pensi di aver visto quasi tutto in termini di degrado ed incuria in una preziosissima area archeologica – paesaggistica come quella di Piscina, ti accorgi che alla dabbenaggine non c’è, purtroppo, alcun limite. Senza voler ricordare passate storie amministrative ed edilizie, ti imbatti in questi giorni in dei tiranti di acciaio, collegati a delle corde a sostegno di un palo di rete utenze, appena piantati nel bel mezzo dello stradone che corre sotto quelle le mura romane dalla notte dei secoli. Un’impensabile noncuranza del rischio d’inciampi e di infortunio per i visitatori del luogo, cosi come per la conseguente inaccessibilità ai consueti mezzi meccanici usati nella bonifica le mura da rovi ed infestanti. Eppure quello stradone “sotto le mura” ha anche una bella storia recente perché conduceva, fino alla generazione dei nostri nonni, alla popolare “Funtana dé Puscina”. Era una di quelle strade vitali per tanti cittadini, sicuramente transitata e, probabilmente, anche allegra! Essa, nel correre ai piedi dell’importante tratto di mura, ben collegava i celeberrimi Arcazzi alla circonvallazione suburbana con ingresso proprio lì accanto dove è stato, successivamente, edificato un mastodontico palazzo.” L’area archeologica di Piscina include, oltre agli Arcazzi, un lungo tratto delle mura romane perimetrali che va dal viale dei medesimi Arcazzi fino al lato di fondazione dello stabile della Caserma dei Carabinieri. Questo tratto di mura, forse il migliore per stato di conservazione dell’intero perimetro cittadino, riveste particolare interesse storico archeologico anche per la presenza di volte di tipo sostruzioni semi-ipogee, di un pregevole arco a tutto sesto di possibile datazione intorno al V secolo a.c. nonché pareti murarie interne di grande raffinatezza in opera reticolata (opus reticolatum) con cornice marcapiano aggettante in blocchi di travertino; inoltre l’intero complesso archeologico – paesaggistico di Piscina costituisce un bene culturale unico, fortemente identitario per la città di Anagni, di grande valore sociale e ampie potenzialità di sviluppo turistico – economico. “Oggi, se abbiamo acquisito consapevolezza di quanta bellezza e quanta ricchezza abbiamo lasciato distruggere nel corso del tempo, abbiamo tutti l’obbligo di far si che questo non accada ancora.” Anna Ammanniti
