L’operazione Urban Waste dei Carabinieri Forestali ha sconvolto le città protagoniste, ma non solo, tutta la provincia di Frosinone e anche fuori.
Sono state arrestate otto persone che vanno ad aggiungersi agli altri due arresti di qualche giorno prima, tra cui il vice sindaco di Piedimonte San Germano. Voto di scambio, corruzione, abuso d’ufficio, truffa e tanto altro. Di seguito il comunicato stampa di Anagni Cambia Anagni con il suo consigliere comunale Nello Di Giulio: “Quel sottile invisibile filo di demarcazione tra malaffare e cattiva politica. Leggere del Sindaco della città di Anagni indagato dalla Magistratura, insieme a quello di Sgurgola ed altri soggetti, è una pessima notizia a solo un anno dalla sua elezione a Primo Cittadino. Una vischiosa storia di corruzione e malaffare tra politica, pubblici dipendenti e imprenditori senza scrupoli denominata dagli inquirenti Urban Waste (rifiuto urbano). Pur in un quadro di ipotesi di reato allarmante che va dall’abuso d’ufficio alla truffa ed alla corruzione, dal traffico di influenze illecite alle false attestazioni, sarà ovviamente la Magistratura ad attribuire le eventuali condotte illecite ed emettere relative sentenze. Sul piano politico – amministrativo, invece, il fatto è, probabilmente, solo punta di un iceberg di opinabili metodi amministrativi e di pessime abitudini in cui sembra essere ripiombata la guida della città di Anagni. Un sistema paludoso ed ad altissimo rischio corruttivo più volte denunciato da “Anagni cambia Anagni” sin dallo svolgersi della campagna elettorale e, successivamente. in consiglio comunale ed altre pubbliche occasioni. Un’interpretazione del ruolo amministrativo e dell’uso del denaro pubblico finito già più volte sui tavoli delle autorità di garanzia e di controllo della legalità. Ed è proprio lo stato di riottosa opacità in cui si muove ancora certa politica anagnina, oltre ai presunti reati del sindaco Natalia, ad offendere la dignità dei cittadini, a minare lo sviluppo città. In apertura dell’amministrazione si è andati dalla mancata presentazione in consiglio comunale del programma di consiliatura, all’insensatezza dell’assessore al bilancio e alla cultura che “Per poter spendere più soldi per la cultura ho richiesto anche la delega al bilancio!” (+/-); salvo registrare, poi, molti soldi spesi in infiniti rivoli e mani pressoché vuote in quanto a cultura e turismo. Purtroppo il deprecabile metodo d’inizio è andato avanti ad ogni occasione fino a bypassare quel filo di garanzia di trasparenza e prevenzione della corruzione dettato dall’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) e distrattamente recepito nel relativo aggiornamento di “Piano Triennale” di cui alla delibera di Giunta del 31 01 2019. “Anagni cambia Anagni” ha fatto interventi consiliari, protocollato interrogazioni, portato all’attenzione le osservazioni dei Revisori dei Conti su modalità e tempistiche delle riscossioni e dei pagamenti, ecc. ma un voto di maggioranza a “testa bassa” contravvenendo sia alla Legge (Codice sugli appalti) che al buon senso, è riuscito finanche ad impegnare un milione e mezzo di euro e accreditare una “conformità urbanistica” su un progetto ancora inesistente. Altri capitoli come vertiginosi incrementi di costo di vecchi progetti o opinabili rapporti con fornitori di servizi con costi pagati dai cittadini in termini ambientali ed economici sono anch’essi questioni di questi giorni. Ed allora, pur lasciando alla Magistratura quanto di competenza, appare oggi ancora più urgente che Anagni si liberi da tale pernicioso metodo di gestione che ne zavorra ogni legittima speranza di poter tornare a crescere sul piano economico, sociale e…morale. (comunicato stampa)
