Si è concluso il pellegrinaggio a Lourdes della Diocesi di Anagni-Alatri. Dal 1° al 5 Luglio, più di centoventi pellegrini sono stati guidati nella preghiera ai piedi della Vergine, dal Vescovo Mons. Lorenzo Loppa, il Vicario diocesano Mons. Alberto Ponzi ed altri sacerdoti, Mons. Cristoforo, don Francesco, padre Gilbert, don Rosario e don Mauro Colasanti, direttore dell’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Frosinone.

Iniziato con un imprevisto, che ha portato alla partenza ritardata del volo, il viaggio ha condotto il gruppo a vivere un’esperienza unica; Maria ha fatto dono ai tanti fedeli, del suo Divino Amore.
Suggestiva la S. Messa celebrata in notturna nell’omonimo Santuario Romano prima della partenza; per molti una grande scoperta e riscoperta.
Durante la permanenza a Lourdes non sono mancati momenti di
intensa spiritualità, di contemplazione e di riflessione sul messaggio e sui “segni di Lourdes”: la roccia, la luce, l’acqua, le folle, le persone malate e gli hospitalier.
Ciò che subito colpisce chi arriva in questo luogo dove storia, natura e fede si fondono alla perfezione, è la semplicità della grotta;
“come si arriva, colpisce molto vedere comparire dietro l’imponenza delle Basiliche, questa cavità, questa roccia, levigata dalle tante mani che da secoli la accarezzano per affidare la propria vita alla Santa Vergine”; questa la prima impressione di chi non vi era mai stato prima.
Molto toccante anche la salita della collina dove si snodano le stazioni della via crucis. Qualche “veterano” ci confessa:
“ogni volta, salire insieme e non da solo, su questo monte è veramente come percorrere con Cristo e con gli altri la via della Croce che ciascuno di noi porta ogni giorno nella vita quotidiana e senti di poter affidare nella preghiera ai tuoi compagni di viaggio, anche le croci di chi per difficoltà fisiche non può salire con te”.
La processione con il SS Sacramento e la fiaccolata sono stati altri due momenti forti, Gesù Eucarestia e Maria si fanno prossimi ai pellegrini che giungono da ogni parte del mondo e camminano con loro e in mezzo a loro.
“La fiaccolata credo sia stato uno dei momenti più suggestivi del pellegrinaggio. Tante lingue, tanti volti, tutti cantavano e lodavano Maria ad una sola voce innalzando le fiaccole al cielo”, ci confessa chi ha vissuto questa esperienza per la prima volta.
Un pellegrinaggio nel pellegrinaggio così può essere definito il “cammino” di un giorno sui passi di Santa Bernardette alla scoperta dei luoghi che la piccola veggente ha toccato con mano. Iniziato a Lourdes, passando per il santuario di Bétharram (luogo dal quale proveniva il rosario che Bernardette portava con sé durante le apparizioni), l’itinerario si è concluso a Bartrés, villaggio dove la piccola venne mandata a balia piccolissima e dove tornerà qualche giorno prima delle apparizioni per aiutare la nutrice nel pascolo del gregge. Qui, seduti sul prato davanti l’ovile, un intenso momento di confronto su temi quali la fede e la famiglia, guidati da Padre Gilbert.
Preziosa la presenza nel gruppo di tre giovanissimi pellegrini che con il loro entusiasmo e allegria hanno fatto capire che se vissuto con semplicità e spontaneità Lourdes può lasciare molto anche nel cuore di un bambino. Condividendo il suo pensiero durante la celebrazione conclusiva,
Chiara, 8 anni, emozionata dice: “Non ero mai stata qui, non pensavo la madonnina fosse così bella, sono stata bene e voglio ringraziare tutti voi per questa esperienza”.
Durante il viaggio di rientro, il Vescovo Loppa, ha voluto affidare a ciascuno un ultimo pensiero da portare a casa. “Alla Madonna è capitato di vivere situazioni in cui non capisce nulla, non vede il disegno completo e, nella speranza un giorno di capire, conserva tutte queste cose meditandole nel suo cuore. A volte anche noi viviamo delle situazioni in cui non capiamo niente o quasi nulla ed è in quei momenti che dobbiamo affidarci al Signore e fidarci per camminare sulla strada della vita”.
Nel momento in cui scriviamo, il gruppo è già tornato a casa ma, a testimonianza del pellegrinaggio che non finisce mai, prima di lasciare il santuario mariano, in un momento di forte suggestione, un cero è stato acceso, benedetto dal vescovo Mons. Loppa e portato in processione.
Ancora oggi questo cero arde nelle “cappelle della luce” situate nella prateria davanti la grotta. (Fonte: comunicato stampa)