Oggi è stata scritta una brutta pagina di illegalità, è stato condotto in carcere un tecnico comunale di Sgurgola (G.L.B.), amministratore di fatto di una società di Anagni e un imprenditore di Veroli (A.C.) nel settore dello smaltimento rifiuti urbani. Agli arresti domiciliari il rappresentante legale (M.B.) della società di Anagni, un altro amministratore di fatto (P.M.) della società di Anagni ed un dipendente (A.R.) della stessa, un assessore (L.G.F.) del Comune di Sgurgola, e altre tre persone, un funzionario della Città Metropolitana di Roma, un funzionario (V.R.) della Città Metropolitana di Roma, un ex funzionario (D.S.) dell’ASL di Frosinone, protagonisti dell’indagine Urban Waste con altri sono stati arrestati per corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa, traffico di influenze illecite e false attestazioni o certificazioni.
Quell’invisibile confine tra legalità e illegalità quando si è nella cosa pubblica, se non sei guidato da sani principi e da una solita onestà intellettuale, è un attimo oltrepassarlo. Sono stati arrestati nella brillante operazione del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone, dopo due anni di indagini. Il tecnico del Comune di Sgurgola ha omesso di riscuotere le sanzioni che venivano inflitte alla ditta per lo smaltimento dei rifiuti che operava nel Comune per inadempienze varie. Omettendo anche di avviare l’iter di risoluzione del contratto d’appalto. Una serie di intrecci, di scambi di favore, degni di una trama cinematografica, il tecnico “chiudeva un occhio”, in cambio la società verolana subappaltava alla società di Anagni, amministrata di fatto dal tecnico parte dei lavori che effettuava in altri Comuni della provincia di Frosinone. L’imprenditore verolano per farsi pagare le fatture da parte del Comune di Sgurgola, sollecitava l’intervento di un assessore, il quale in cambio otteneva posti di lavoro per determinati soggetti. Proprio per non farsi mancare nulla l’assessore avvisava l’imprenditore verolano di controlli in programma da parte dei Vigili Urbani di Sgurgola, addirittura in una occasione è intervenuto per non far elevare una sanzione. Una volta il tecnico comunale, dovendo la sua società smaltire dei rifiuti ingombranti, si è servita della società verolana. Lo smaltimento però viene fatto figurare come avvenuto a carico del Comune di Sgurgola, anziché della società di Anagni, attraverso la firma sui formulari da parte del tecnico comunale. Inoltre la società di Anagni risultata aver vinto una gara indetta dall’ASL di Frosinone, relativa alla manutenzione degli spazi verdi, ad appalto scaduto, continuava a ricevere il pagamento di fatture, oppure riceveva pagamenti in eccesso rispetto al quantum previsto dal contratto d’appalto. Questo grazie ad un funzionario della Asl, che riceveva in cambio somme di denaro e la promessa di pagamento del pranzo che il funzionario intendeva offrire per il suo imminente pensionamento. Un danno per l’ASL da diverse decine di migliaia di euro. Per ottenere l’assegnazione di futuri appalti da parte del Comune di Anagni, in particolare per la messa in sicurezza del territorio a causa di dissesti idrogeologici, i rappresentanti della società di Anagni hanno assunto un amico d’infanzia di un esponente politico del Comune, su sua espressa richiesta. Infatti nell’agosto del 2018, alla società veniva affidato dal competente servizio l’appalto per la disinfestazione del Comune di Anagni, facendo risultare un’indagine di mercato in realtà mai avvenuta e senza neanche aver visionato un preventivo prima dello stesso affidamento dei lavori. Proprio per gestire la società, il tecnico comunale in una occasione si è assentato dal lavoro presso il Comune di Sgurgola presentando un certificato medico, senza essere visitato dal proprio medico di fiducia che provvedeva comunque al rilascio e alla firma del certificato stesso. Altro episodio corruttivo riguarda dei lavori effettuati dalla società di Anagni per la Città Metropolitana di Roma. A fronte della gara d’appalto affidata alla società, e relativa a lavori edili di risanamento di un edificio scolastico, un funzionario della Città Metropolitana di Roma, che aveva partecipato alla procedura di affidamento, riceveva dai rappresentanti della società una somma di denaro pari a 2.500 euro. Infine il Comune di Sora ha affidato alla società di Anagni l’appalto per la manutenzione del tratto del fiume Liri ricadente nell’ambito del Comune stesso. Per ottenere l’appalto un dipendente della società concordava con il funzionario comunale e con la rappresentante di altra società l’offerta da presentare, risultata poi vincente, alterando così il normale svolgimento della selezione pubblica. Anna Ammanniti
