Editoriale – Lazio Pride a Frosinone… e ora?

Andrea Tagliaferri
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(di Andrea Tagliaferri) Le polemiche delle settimane passate hanno dato visibilità ad un evento che, evidentemente, spaventava molto ma che si è rivelato quello che era, NORMALE. Ora si pone la domanda su come raccogliere l’eredità lasciata a questa provincia da persone che di questa provincia non sono… sapremo farne buon uso?

Il fiume di persone, etero, gay, lesbiche, trans, bisessuali, intersessuali, asessuate, giovani, adulte, anziane, single, sposate, e chi più ne ha più ne metta, ha sottolineato, dopo tante parole, la realtà scontata dei fatti: le persone sono persone al di là di ciò che fanno, dicono, pensano e che questa provincia aveva ed ha tanto bisogno di scuotersi dal suo torpore. E non parliamo solo della tematiche dei diritti LGBT che è una tra le tante, ma è un discorso generale che vede la Ciociaria tra le terre più lente, dormienti dell’intero Paese. Sui temi ambientali, che dovrebbero essere il nostro primo problema …ci si mobilita a fatica, sui temi del lavoro, altra grande emergenza locale, idem e così via dicendo per qualsiasi tematica di un certo rilievo. E ci si meraviglia quando per le due marce per l’Europa o, più praticamente, per la difesa di un bene comune come la Certosa di Trisulti scendono a marciare 200 o 300 persone…quando invece dovrebbero essere migliaia per temi così importanti. La provincia di Frosinone ieri, per la prima volta dopo tanto, si è svegliata. Per questo l’auspicio è che la mobilitazione e l’attivismo dimostrati ieri contagi come un benefico virus anche altre tematiche, portando le persone sempre di più ad impegnarsi in prima persona per lottare per il BENE COMUNE che sia esso la difesa dell’ambiente, dei nostri monumenti, del lavoro, delle categorie svantaggiate. (Che poi è lo stesso grido di allarme che hanno lanciato le tante associazioni radunate da Ver.Bene nel convegno della mattina di ieri alla ASL sulle tematiche del disagio mentale e che, spontaneamente, si è trasformato in un incontro in cui tutte le diversità, tutte le categorie che soffrono nell’ombra, si sono ritrovate per dire una cosa semplice: NOI ESISTIAMO!) La nota dolente è che questa manifestazione di libertà è stata lanciata soprattutto da fuori provincia, da persone esterne al nostro territorio, anche se poi sposata e portata a compimento magistralmente dalle realtà locali. Sarebbe bello che in questa provincia dove ci sono risorse immense, cervelli eccelsi, realtà associative e professionali importanti, l’attivismo in tutti gli ambiti tornasse a vivere di vita propria, perché è il segno più evidente di una società sana e votata al bene comune. E la speranza è che anche chi temeva senza motivo questa manifestazione, cominciasse a vivere con meno timori e sospetto la voglia delle persone di mettersi in gioco per un principio, un valore, anche quando non lo si condivide. E’ vero, la politica spesso contamina iniziative che dovrebbero e potrebbero vivere a prescindere, senza colori né bandiere, però non si può neanche pretendere che formazioni politiche che nascono proprio con lo scopo di occuparsi della vita comune delle persone, restino al di fuori di eventi che di persone si occupano e dalle persone sono fatti. Forse da una parte si poteva evitare la crociata, poi persa, contro un evento che era democratico, composto e legittimo e che ha dimostrato con i fatti di esserlo ma anche dall’altra parte si potevano evitare le guerre interne per la visibilità di questo o quel partito o all’interno degli stessi. Certo è che queste cose, piccole rispetto ai temi “alti” di democrazia e libertà in gioco nella manifestazione, non possono inficiare il risultato del Pride. Ora sta alle associazioni del territorio e ai movimenti che hanno sfilato raccogliere questa eredità e non mandarla sprecata. Sia sulle tematiche specifiche, sperando che da oggi in avanti non ci sia più necessità di gridare la propria esistenza e che diventi normale come lo è in molte parti d’Italia e del mondo essere come si è (senza dimenticare comunque che ieri come in ogni Pride si manifestava anche per ciò che accade, oggi, in tante parti del mondo dove l’omosessualità è punita con l’arresto, la tortura e la morte), sia sulle altre importanti tematiche del nostro territorio anche e soprattutto al di là di quelle rappresentate ieri, quelle LGBT. Che questo rinnovato senso di appartenenza ad un territorio faccia proseliti e sfoci in altre manifestazioni, attività e sinergie per i temi caldi della nostra terra, dal lavoro all’ambiente, dalla sanità alla corruzione e via discorrendo. Questo è il nostro auspicio e, così come fatto ieri con tre dirette che hanno superato ogni più rosea aspettativa di seguito dei nostri lettori/spettatori, Tg24.info sarà in prima linea in tutti gli altri eventi futuri. Al servizio della gente, sempre. Andrea Tagliaferri (Le foto della gallery sono di Maria Novella De Luca e Paola Rolletta)
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