L’appello di un esercente arpinate che, esasperato, decide di postare su facebook la situazione a cui è costretto da anni, più volte lamentata agli organi competenti ma mai presa in considerazione per un’opportuna risoluzione.
Ecco cosa scrive Davide poco dopo le 08:00 di domenica quando ad Arpino, presso il piazzale Pasquale Rotondi, c’erano allocate le giostre accorse in occasione di una festa religiosa ed anche le bancarelle del regolare mercato settimanale. «Questa mattina appena arrivato ad Arpino per aprire il mio bar ho detto fra me e me “Oh per bacco, mi hanno rubato il bar”. Chiedo a tutte le alte cariche amministrative se questo evento, che accade quasi tutte le domeniche, si può risolvere pacificamente oppure devo chiudere il bar tutte le domeniche. Vi ringrazio in anticipo».
L’attività commerciale di Davide è palesemente coperta dai furgoni e dai banchi allestiti dai rivenditori ambulanti. La vicenda, come lo stesso protagonista reclama, si verifica spesso, «quasi tutte le domeniche», recando probabilmente un ammanco economico all’incasso di un particolare giorno che, sicuramente, dovrebbe essere fruttuoso. Sui social sono tanti i commenti e le osservazioni, anche spiritose: c’è chi suggerisce di spostare il bar di qualche metro, chi propone di fare un piano sopraelevato, chi si chiede cosa possa verificarsi in caso di emergenza, chi osserva che la circostanza priva puntualmente i disabili di un parcheggio a loro riservato. Ma la considerazione che più rammarica è quella esternata da un esercente che gestisce un’attività storica in Terra di Cicerone «Sto seriamente valutando di andar via dal paese di Arpino per ricominciare altrove».
E’ doveroso precisare che l’introito derivante dall’occupazione del suolo pubblico in questione, corrisposto dai commercianti ambulanti del mercato domenicale, finisce nelle casse dell’Ente Provinciale.
Sara Pacitto
