Anagni – Bilancio consuntivo, le domande del consigliere Fioramonti

Anna Ammanniti
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Nel consiglio comunale del 23 maggio scorso si è discusso di bilancio consuntivo.

Il bilancio consuntivo è fondamentale per qualsiasi azienda ed ente pubblico, il punto è stato illustrato dall’assessore al Bilancio Carlo Marino. Durante la relazione Marino ha dichiarato che il Collegio dei Revisori dei Conti non ha suggerito misure correttive. Però la minoranza non ha trovato risposte alle diverse domande poste. La nota stampa del consigliere Fernando Fioramonti (M5S)  “Il documento che riguarda il bilancio comunale non è un documento facile. Non è facile compilarlo. Non è facile scriverlo. Non è facile leggerlo. Ancor più quando l’assessore delegato è alla sua primissima esperienza in merito, e dimostra di avere assai più confidenza coi social ed i selfie, piuttosto che i numeri che riguardano le finanze comunali. Siccome io all’assessore al bilancio voglio bene, ho pensato di andargli incontro. Non ho voluto fargli domande troppo difficili. Troppo tecniche. Ho provato a ragionare come il famoso ‘padre di famiglia’ che chiede al figliolo che fine hanno fatto i soldi che gli erano stati regalati sul libretto postale. Ad esempio. Gli ho chiesto quali progetti presenti nel programma elettorale della coalizione che rappresenta sono stati realizzati nel 2018. Risposta? Nulla. Allora gli ho chiesto dei debiti fuori bilancio. Ossia quei debiti comunali derivanti da situazioni ed eventi non prevedibili, ma che hanno avuto un costo. Nel 2018 tale costo, per noi cittadini anagnini, è stato niente poco di meno che € 320.000. Tale ingente debito (che, ricordo, paghiamo tutti noi) è legato a sentenze di tribunale, poiché le condizioni del manto stradale sono tali da rompere ruote e semiassi delle macchine di cittadini che, di conseguenza, denunciano il Comune e vincono le cause. E dunque. In relazione a tali debiti fuori bilancio derivanti da SENTENZE (i famosi € 320.000), ho provato a fare all’assessore (competente) una domanda molto semplice: quali azioni sono state messe in opera, nel 2018, per evitare questa enormità di spesa? Detto in altre parole: il Comune si è organizzato in modo tale da evitare di continuare a perdere cause che, nel 2018, ci sono costate 320.000 euro? Risposta? Nulla. Allora ho pensato di cambiare argomento. E ne ho trovato uno che mi è parso ancora più semplice. Parliamo di fitti attivi e canoni patrimoniali. Sappiamo tutti cosa essi siano. Ebbene. Il Comune di Anagni, ha totalizzato, negli anni, l’incredibile cifra di 600.000 euro di fitti NON riscossi. Avete letto bene. Non è un refuso di stampa. Detto in parole povere, al Comune dovevano arrivare 600.000 euro di fitti che, però, non si son visti manco per il piffero. Allora ho provato a chiedere, al solito assessore (competente), quali azioni il Comune ha messo in atto, nel 2018, per recuperare quelle somme che al Comune (e quindi a tutti noi) sono dovute. Risposta? Nulla. A questo punto non mi rimane altro che chiedere aiuto ai cittadini. C’è qualcuno, volenteroso, capace di riuscire nell’intento di ottenere una risposta dall’assessore (competente) circa queste questioni? Io ho provato a sintetizzarle nel modo più semplice e diretto possibile. Non pretendevo alcuna spiegazione tecnica. Mi sarei accontentato di sapere cosa il Comune si fosse inventato per tappare, diciamo così, questi buchi. Ma non c’è stato niente da fare. Non sono riuscito ad ottenere neppure uno straccio di risposta. Ecco. Io allora voglio ricordare, al caro amico assessore (competente), che questi soldi di cui si parla non sono soldi suoi. Nel senso che non sono (solo) soldi suoi. Ma sono anche soldi miei. Sono pure soldi di tutti voi che state leggendo queste parole. Insomma. Sono soldi che appartengono alla città. E lui deve renderne conto. Deve dirci cosa intende fare per tappare questi buchi. Uno in uscita ed uno in entrata. E’ per questo che è stato nominato assessore. E’ di questo che si deve occupare. Anche tra un selfie e l’altro, beninteso.” Anna Ammanniti
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