Frosinone – Sardellitti: “l’autonomia del consiglio sacrificata per la campagna elettorale della Lega”

Francesca Merolle
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Sardellitti: “l’autonomia del consiglio comunale di Frosinone sacrificata per la campagna elettorale della Lega”. La nota stampa integrale.

“La maggioranza di centrodestra e l’Amministrazione hanno sacrificato la preminenza e l’autonomia del consiglio comunale alla campagna elettorale del leader della Lega Matteo Salvini. Dopo che in tutti questi anni non hanno fatto altro che ripetere che il profilo amministrativo era più importante di quello politico. Della serie: seguite quello che diciamo, non quello che facciamo. E così stamattina si è svolta la seduta del consiglio comunale in prima convocazione (non succedeva da anni) per consentire al sindaco Nicola Ottaviani e al gruppo della Lega di essere domani sul palco con Matteo Salvini a Veroli. Il tutto con tempistiche e procedure che la dicono lunga sul concetto di democrazia e di rispetto delle opposizioni che hanno nella maggioranza di centrodestra. Nella tarda serata di ieri siamo stati avvertiti che c’era questa esigenza e che era opportuno spostare di due ore la seduta consiliare, a dopo il comizio di Salvini. Naturalmente le opposizioni hanno risposto di no, perché non stiamo ai comodi di Matteo Salvini e delle sue truppe. Quindi la comunicazione, via wathsapp, che il consiglio si sarebbe tenuto alle 8 di mattina di oggi. La sottoscritta, come tanti altri, lavora ed ha impegni familiari a quell’ora. Ma dal centrodestra la risposta è stata “chissenefrega”. E così si è svolto il consiglio comunale in prima convocazione, dopo che negli ultimi cinque anni si è tenuto sempre in seconda convocazione per evitare problemi di numero legale alla maggioranza e per comprimere gli spazi di agibilità politica delle opposizioni. Avevamo proposto di fissare una seduta dell’ufficio di presidenza per risolvere il problema. Nulla: alla fine il presidente del consiglio Adriano Piacentini ha fissato la riunione alle 8 di stamattina. E tutto questo perché? Per piegare un’istituzione alle esigenze della campagna elettorale di Matteo Salvini. Dimenticavo: all’ordine del giorno c’era un argomento come il rendiconto. Approvato senza una buona parte dell’opposizione. Politicamente intollerabile. E indifendibile”. (Foto di repertorio)
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