Dopo l’intervento del sindacato nazionale dei Beni Culturali e la puntata di Report la vicenda ha assunto toni ancor più delicati. Dal DHI, Harnwell conferma: “Procedure burocratiche regolari”.
Ieri è stato diffuso un comunicato stampa di Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della ‘Confsal Unsa’ Beni Culturali, che interviene sulla questione, senza addentrarsi nell’aspetto politico, chiedendo conto a Dario Franceschini, ex ministro che ideò il bando e all’attuale responsabile del Dicastero, Alberto Bonisoli, di tutte le criticità inerenti la vicenda dell’affidamento in concessione del bene per 19 anni ad un canone annuo di 100 mila euro ed oggi in completo abbandono. <<Suona un po’ strano – scrive Urbino – che un bene storico monumentale di eccezionale importanza come la Certosa di Trisulti sia stato “affittato” a un canone di circa 8mila euro al mese che equivale all’importo di locazione di un negozio al centro di Roma anche se i lavori di risanamento per la messa in sicurezza del complesso che aveva bisogno di interventi urgenti di conservazione erano quelli che avevano motivato la concessione ventennale a un privato. Chiediamo al ministro vigilante Alberto Bonisoli – dice ancora il sindacalista dell’Unsa Beni culturali – quale sia la situazione lavori senza entrare nel merito della realizzazione della scuola sovranista di Steve Bannon, perché non rientra nella nostra sfera valutare quale tipo di insegnamento si debba svolgere all’interno dell’Abbazia>>. Ma non è tutto. In serata, sempre ieri, la trasmissione televisiva Report di Rai Tre ha affrontato la vicenda, come tanti già sapevano sul territorio in quanto la troupe girava da settimane per interviste e riscontri, ed ha riassunto un po’ tutti i punti critici dell’intera faccenda, intervistando sia il presidente di DHI, Benjamin Harnwell, sia i due legali che si sono interessati del ricordo per la richiesta di ritiro della convenzione in autotutela al Ministero, gli avvocati Spirito di Frosinone e Santiapichi di Roma. Di scoop veri e propri non ce ne sono stati, ma il veder riassunte tutte le criticità in un unico servizio ha fatto svegliare le coscienze di molti che fino ad oggi, forse, si erano distratti in questo anno e mezzo in cui pochi giornalisti hanno portato avanti una battaglia quasi da soli. Ricordiamo che i punti più controversi, come sottolineato dal legale che ha scritto la relazione tecnica a corredo del ricorso presentato da Comunità Solidali, Felice Maria Spirito, sono:
- la mancanza del requisito fondamentale alla data di presentazione della domanda, ovvero il possesso di personalità giuridica che DHI non aveva ed ha ottenuto sei mesi dopo;
- la mancanza del requisito della gestione del bene pubblico o privato culturale nel quinquennio precedente, visto che sia il Sindaco di Collepardo, sia l’Abate di Casamari, hanno ribadito che il piccolo museo di Civita è in realtà un rudere, come confermato anche dalle immagini girate da Report.
