(di Anna Ammanniti) Una decina di giorni fa sono stati potati, o meglio più precisamente capitozzati, gli alberi di viale Roma. Ad oggi sono ancora accatastati i rami sul marciapiede.

L’operazione di capitozzatura è stata seguita con non poche polemiche da parte di diversi cittadini. In primo luogo gli alberi, dopo quella che doveva essere una semplice potatura, seppur fuori periodo utile per farlo in quanto essendo primavera le piante sono in piena germinazione e quindi è sconsigliabile fare qualsiasi operazione,
hanno assunto un aspetto spettrale. Di quello che era un meraviglioso viale è rimasto ben poco, certo gli alberi si rinfoltiranno ma ci vorranno parecchi anni per ritrovare quella bellezza che caratterizzava il viale.
Bellezza che è andata via con i rami tagliati e ci auspichiamo che ritornino in buono stato le piante, perché
la capitozzatura è una pratica assai dannosa e sbagliata soprattutto quando non è periodo e questo lo spiega la scienza e la botanica sottolinea che
gli interventi colturali vanno effettuati con le piante in riposo vegetativo. Con il tempo un albero capitozzato inoltre diviene meno stabile e più fragile con tutti i rischi che ne conseguono.
L’operazione di potatura – capitozzatura in alcuni tratti in viale Regina Margherita è stata anche eseguita senza le dovute accortezze per tutelare l’incolumità pubblica: niente transenne e niente segnaletica.
Ad oggi, dopo più di 10 giorni, i rami della capitozzatura sono ancora ammonticchiati sul marciapiede. Non è certo un bel vedere, soprattutto in considerazione del fatto che
Viale Roma è uno degli ingressi principali della città, un pessimo biglietto da visita per chi è in procinto di entrare ad Anagni. Non da meno è il
disagio causato ai pedoni, l’impossibilità di transitare sul marciapiede, ritrovarsi mucchi di rami ovunque.
E i disabili come si muovono sul marciapiede? Sono costretti a mettersi su strada con le loro sedie a rotelle rischiando di essere investiti. Senza tralasciare il fatto che tutto ciò costituisce abbandono incontrollato di rifiuti! (articolo 256 del dlgs 152/2006).

Per concludere il lavoro della capitozzatura
è costato ai cittadini 34 mila euro, una bella sommetta, la ditta poteva allora dotarsi di una cippatrice, il macchinario che riduce i rami appunto in cippato, scaglie con dimensioni variabili da alcuni millimetri a qualche centimetro e tutto sarebbe rimasto pulito e sicuro in un attimo.
Non è passata inosservata la questione al consigliere comunale di minoranza Valeriano Tasca (Casapound): “
Ma a voi sembra normale una roba del genere? Gli anagnini per la potatura degli alberi hanno pagato 34mila euro. Tralasciando la polemica sul periodo e il metodo della potatura, ma può accadere che oggi, martedì 23 aprile, ancora ci siano i rami sul marciapiede di Viale Roma? Senza considerare che potrebbe esserci un serio rischio incendi!”
Anna Ammanniti