Le accuse mosse nei suoi confronti erano molto pesanti: violenza sessuale e concussione. Ma ieri dopo l’arringa difensiva dell’avvocato Marco Maietta il giudice lo ha scarcerato per non aver commesso il fatto.
I fatti risalgono a circa quattro anni fa quando l’uomo, un dipendente comunale che prestava servizio presso la Delegazione Scalo di Frosinone a seguito di un esposto anonimo era finito nel mirino della procura. Secondo le accuse aveva costretto una straniera di 38 anni ad avere rapporti sessuali in cambio della documentazione che avrebbe dovuto ottenere. Le indagini avviate dai carabinieri del comando provinciale avevano portato all’identificazione della vittima che alla fine aveva presentato denuncia. Ieri in aula l’avvocato ha prodotto una documentazione che ha ribaltato tutto il castello accusatorio. A cominciare dal fatto che tra i due ci fosse del tenero. Nessuna violenza sessuale dunque ma una relazione che era stata tenuta lontano “dai riflettori”. Alla luce di quella documentazione prodotta il giudice si è pronunciato per l’assoluzione. Grande la soddisfazione dell’avvocato Maietta il quale in un comunicato ha dichiarato che “La sentenza emessa dal Tribunale di Frosinone riconosce la assoluta infondatezza delle ipotesi accusatorie formulate a carico del mio assistito e, soprattutto, mette un punto definitivo ad una vicenda che gli ha causato non poche sofferenze ed imbarazzi. E’ bene ricordare che il procedimento penale conclusosi ieri aveva avuto innesco da un esposto anonimo che, già di per sé, molti dubbi in ordine alla attendibilità della notizia criminis aveva fin dall’inizio suscitato. L’istruttoria dibattimentale ha invece consentito di acclarare la piena regolarità della condotta dell’assistito che, dopo quattro anni di chiacchiere, ha finalmente avuto il verdetto che meritava”. Mar. Ming.
