E’ solo uno il candidato per la città di Sora alle prossime elezioni provinciali. Elezioni che s’intenda non riguardano i cittadini, ma i soli amministratori, ma quello che è successo nella città volsca merita un’analisi politica abbastanza delineata.
Alessandro Mosticone, che aveva dato il suo ok per la candidatura nella lista della Lega, alla fine non compare tra i soli 9 nominativi (potevano essere fino a 12) che il partito del Carroccio ha scelto per la provincia di Frosinone. Perchè? Una bocciatura? Un dietrofront? Incomprensioni o presa d’atto da parte dell’ex fido di Abbruzzese. Resta il fatto che tutti avevano dato per scontato, seppur tra mille dubbi visto il cambio di casacca da Forza Italia alla Lega di Salvini, il fatto che Mosticone si candidasse e cercasse anche di ottenere l’elezione in Provincia grazie anche ai suoi colleghi del Comune di Sora, e non solo. Difficile pensare che il sindaco De Donatis, e la sua maggioranza abbiano deciso di convergere tutti sulla candidatura di Augusto Vinciguerra, confluito nella lista civica “Provincia in Comune”, dell’attuale vice presidente della Provincia, Luigi Vacana. Sora era tra le poche città di rilievo a non avere un consigliere provinciale nell’ultimo mandato del presidente Pompeo. Ora si è passati da una doppia candidatura proveniente dalla maggioranza “mista” di De Donatis, vale a dire “Mosticone-Vinciguerra”, al singolare dietrofront del primo, a beneficio del secondo, che chiaramente cercherà ampi consensi non solo tra i suoi colleghi sorani, ma in tutti i paesi limitrofi, nell’interesse del territorio volsco. Possibilità di ottenere un seggio in Consiglio Provinciale? Non potendo fare previsioni con numeri certi, ed essendo un voto politico, espressione dei soli amministratori della Ciociaria, non c’è alcuna garanzia. Occorrerà compattezza, quella stessa compattezza che però dall’inizio del mandato De Donatis è stata latitante, anzi spesso è stato sostituita da giochi di potere personali e da interessi amministrativi che quasi mai hanno visto l’unione di tenti reale, e non apparente, delle varie forze politiche. Mosticone in una dichiarazione alla stampa si dice pronto allo sciopero della fame, e addirittura ad incatenarsi davanti il palazzo della Provincia. In un’altra dichiarazione alla stampa, invece, si è detto “non disponile per la candidatura dopo una campagna denigratoria nei miei confronti”. Quale sarà la verità? Di certo Mosticone continua a far parlare di se, ma poi di fatto non ci mette la faccia e si candida per ottenere un seggio a Palazzo Gramsci. Alessandro Andrelli
