E’ stato interrogato nella mattinata di oggi e per due ore dal gip Flavia Costantini Pio Riggi il consigliere delegato del comune di Ferentino accusato di estorsione con metodi mafiosi.
L’uomo, che si trova detenuto presso il carcere di Regina Coeli, accompagnato dal suo legale di fiducia Giampiero Vellucci ha fornito degli elementi diversi da quelli forniti dall’imprenditore di Tivoli. Elementi che adesso sono al vaglio del pubblico ministero e che dovranno essere verificati e riscontrati. Ha escluso il suo coinvolgimento con metodi minacciosi e violenti. Pio Riggi come si ricorderà, è finito in carcere a seguito della denuncia di un imprenditore di Tivoli che lo accusa di aver chiesto delle mazzette dopo che questi si era aggiudicato la gara d’appalto del cimitero per sei milioni i euro. Insieme al consigliere ferentinate sono finiti in carcere il cugino Luciano Rosa di 64 anni e tre personaggi legati alla malavita campana: Ugo Di Giovanni, 42 anni di Napoli; Gennaro Rizzo, 47 anni di Napoli; Emiliano Sollazzo, 31 anni di Roma. E proprio questi ultimi tre farebbero parte di un clan camorristico campano. Secondo le accuse il politico locale servendosi di questi personaggi che avrebbero minacciato l’imprenditore anche con le armi avrebbe tentato di estorcergli del denaro. Da qui il reato di estorsione con metodi mafiosi. Mar.Ming.
