Cassino – Nel pool di magistrati che indagano su Berlusconi c’è il cassinate Tucci

Alessandro Andrelli
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Corruzione in atti giudiziari. Nel pool di magistrati che indagano sull’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, c’è anche un Cassinate. Il sostituto procuratore Fabrizio Tucci che unitamente al procuratore aggiunto Paolo Ielo ed al collega Stefano Rocco Fava sta facendo chiarezza sulla sentenza del Consiglio di Stato che il 3 marzo 2016 che annullò l’obbligo a Berlusconi di cedere la quota eccedente il 9,99% detenuto in Banca Mediolanum.

I magistrati sospettano che quella sentenza su Mediolanum sia stata ‘sistemata’ a favore del Cavaliere. Prima di Berlusconi erano stati iscritti sul registro degli indagati tre nomi, quello del giudice relatore del provvedimento, di un avvocato e di un ex funzionario di Palazzo Chigi a casa del quale un paio di anni fa, nel corso di una perquisizione, furono trovati circa 250mila euro in contanti più le copie di alcune sentenze del Consiglio di Stato, compresa la bozza del verdetto su Mediolanum. Il sospetto è quello che possano esserci giudici che abbiano accettato la promessa di denaro per annullare la decisione del Tar che aveva imposto a Berlusconi di cedere le quote della banca, che valevano circa un miliardo di euro. Obbligo che il Consiglio di Stato fece venire meno nel marzo di 3 anni fa accogliendo il ricorso del Cavaliere contro i giudici amministrativi di primo grado. Il magistrato Fabrizio Tucci, considerato di grande acume e rettitudine, ha lasciato Cassino per intraprendere una carriera prestigiosa e costellata di successi. Per anni in servizio presso la Procura di Viterbo, ha messo a segno importanti indagini inerenti la corruzione e il riciclaggio. Ang. Nic.
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