Frosinone – Bilancio e prospettive del settore dell’edilizia, conferenza stampa di Ance (video)

Francesca Merolle
20 MIn Lettura
Un quadro sulla delicata situazione del settore edile all’inizio del 2019, ma anche un esame sull’economia e le possibilità di sviluppo della provincia di Frosinone. Il presidente di Ance Frosinone, Angelo Libero Massaro ed il Consiglio Direttivo di Ance Frosinone hanno tenuto una conferenza stampa questa mattina, 20 febbraio, presso la sede di Unindustria Frosinone. Nel nostro servizio video tutti i dettagli.

ANDAMENTO E PROSPETTIVE SETTORE DELL’EDILIZIA A livello provinciale, la Cassa Edile di mutualità ed assistenza della provincia di Frosinone registra i seguenti dati in rapporto tra l’ultimo esercizio finanziario e quello precedente: + 3% massa salari versata in Cassa Edile (totale complessivo di circa 53 milioni di euro) –  3% nel numero di Imprese iscritte (- 43 imprese), che attualmente risultano pari a 1168. + 0,14% numero dei lavoratori attivi (5739) +0,85% delle ore lavorate (4.881.244). Dal 2008 ad oggi, i precedenti indicatori hanno segnato una diminuzione superiore al 50%, con la perdita di circa 6000 lavoratori, più di 1000 Imprese ed oltre 50 milioni di massa salari. Nonostante il periodo di crisi ultra decennale, l’edilizia rappresenta ancora un settore fondamentale per l’economia locale, che conta complessivamente circa 16000 occupati. (Dati ANCE su base ISTAT). In linea generale mentre nel 2018 nel Lazio sono cresciuti gli occupati in settori come servizi ed agricoltura, l’industria delle costruzioni continua a rappresentare il fanalino di coda, segnando un ulteriore decremento dell’occupazione  di circa il – 3% (3900 unità). Drastico calo anche nei permessi di costruire che, in base ai dati Istat elaborati da ANCE risultano ancora in diminuzione. Considerando tutto il territorio regionale, dal2016 al 2006 si registra una riduzione di permessi di costruire dell’ 80,9%. In base al lavoro che sta portando avanti ANCE con l’iniziativa “Sbloccacantieri”, risultano bloccate più di 400 opere sul territorio nazionale, per un totale di 27 MLD di euro. Nel corso dell’ultimo trimestre 2018 alcune delle più grandi Imprese di costruzioni italiane hanno iniziato a scricchiolare, parliamo di Astaldi, Condotte, CMC. Un segnale che conferma la crisi che in Italia ha bloccato le grandi opere, nonostante le importanti commesse aggiudicate all’estero negli ultimi anni da queste eccellenze italiane. Oltre alle difficoltà delle piccole e micro imprese, tutti i grandi gruppi italiani soffrono gli squilibri finanziari legati al rallentamento o blocco degli investimenti. A questo si unisce la voce di autorevoli quotidiani ma anche del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che, non a caso, nella prima uscita stampa del 2019, ha sottolineato l’emergenza del settore edile e la necessità di accelerare sugli investimenti e sullo sblocco delle opere ferme, usando le parole: “cantieri da aprire”. Anche il Presidente di Unindustria Filippo Tortoriello è intervenuto in maniera chiara e decisa sulla stampa, sottolineando il valore strategico delle infrastrutture oltre alla eccessiva farraginosità del codice degli appalti. Inoltre, dalle ultime versioni della Legge di Bilancio si evince che, a fronte dei 3,5 mld di euro originariamente destinati agli investimenti per nuove opere pubbliche, si è arrivati a poco più di 500 MLN,   – 85% e questo è tutto dire. Secondo ANCE il “DL Semplificazione” rappresenta “l’ultima spiaggia” per  ridare dignità e vitalità ad un settore dalla lunga filiera, che attiva oltre 30 settori economici  e che, nonostante una profonda crisi, pesa ancora l’8% del Pil da solo e, complessivamente, più del 22%, comprendendo anche la filiera e le attività immobiliari. Un settore che può dare un contributo aggiuntivo al Pil di 0,5% ogni anno. E’ quindi evidente che gli ulteriori fattori critici sono endogeni, rappresentanti proprio dalla vigente normativa sui lavori pubblici e su un sistema ammnistrativo eccessivamente burocratizzato, che pesa come un macigno sull’edilizia. Secondo uno studio dell’Università di Tor Vergata, il costo della burocrazia pesa per il 7,6% sul fatturato delle piccole e medie imprese in Italia. Ma c’è di più, come certificato dai dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri: ci vogliono in media oltre 4 anni per realizzare un’opera! Ma si arriva a 15 per un’opera sopra i 100 milioni! E i tempi morti –ovvero i tempi di attraversamento – rappresentano il 54% del totale. Esame della normativa sugli appalti. Nel 2016 entra in vigore il Codice degli appalti, nel 2017 vengono pubblicati due decreti correttivi che modificano il 60% delle disposizioni originarie. Nel 2018 viene avviata l’indagine parlamentare per la riforma della normativa e, nel frattempo (dal 2016), dei 62 provvedimenti attuativi previsti (decreti Ministeriali e Linee guida ANAC) ne vengono emanati 21. Il risultato? La normativa derivante dalle direttive UE da cui si attendeva un contributo al rilancio dei lavori pubblici, ha causato un ulteriore, grave rallentamento degli investimenti in Italia e, ovviamente, anche nel nostro territorio. A livello territoriale va affrontato prioritariamente il tema degli investimenti per la realizzazione e manutenzione delle opere pubbliche. Pensiamo ad esempio alle infrastrutture viarie, alle nostre principali vie di collegamento come la Frosinone – Latina; Cassino – Formia; Ferentino – Sora – Avezzano. Una rete viaria strategica che va migliorata, manutenuta o, addirittura completata. Pensiamo anche al valore dell’appalto per la realizzazione della tratta autostradale Roma – Latina e Cisterna – Valmontone, con le possibili ricadute sul territorio per Imprese, commercio, cittadini. La Roma-Latina è un’altra opera bloccata con 2,7 MLD  di euro che avrebbero potuto incidere in maniera significativa anche nella nostra Provincia, non solo per l’imprenditoria frusinate ma anche per l’incremento della dotazione infrastrutturale del nostro Paese, per l’attrattività delle nostre città. Un’opera che avrebbe potuto cambiare anche l’economia del Capoluogo ciociaro, oltre che di quello pontino. Un altro tema è quello dell’ edilizia scolastica, che rappresenta una grande emergenza. Solo il 41% degli edifici scolastici della Provincia di Frosinone può essere considerato sicuro, indipendentemente da aspetti di comfort ambientale, efficienza energetica, accessibilità e dotazioni tecnologiche. Questo tenendo sempre ben presente che, nel panorama laziale, nelle Province di Frosinone e Rieti, tutti gli edifici scolastici presenti, sono localizzati in aree ad elevato rischio sismico. Frosinone, è prima nel Lazio per esposizione al rischio sismico, con il 33,3% dei Comuni classificati nella c.d. “Zona 1”. Inoltre il 97% dei Comuni del Frusinate, 89 in numero assoluto, sono considerati esposti a rischio frane, mentre il 48,4% risulta esposto al rischio alluvione. Questo è il quadro generale, al quale corrisponde, troppo spesso, l’impossibilità di fronteggiare anche emergenze gravi Una sorte altrettanto infelice per gli investimenti collegati al “Piano per le Periferie”, promosso e portato avanti con solerzia dall’Amministrazione Comunale di Frosinone, il cui progetto è stato accolto (per 18 MLN di euro) dal Governo che ha successivamente congelato tutte le risorse ad esso destinate. Purtroppo nell’ambito di questa pianificazione, arrivata in fase avanzata di progettazione (progetto definitivo), ricade anche quello per la riqualificazione dell’area Stazione F.S./Piazzale Kambo, a sua volta collegato all’investimento privato che dovrebbe interessare l’area ex Permaflex. In tale contesto, è necessario sempre di più sviluppare sinergie e collaborare sul territorio, al fine di affrontare in maniera coesa e coordinata un percorso in salita, attraverso cui dovremo tentare di recuperare competitività, anche mediante l’adozione di modelli di gestione innovativi, come ad esempio quello proposto da Unindustria con lo studio sulla Unione dei Comuni per un grande Capoluogo. Allo stesso tempo è necessario individuare ed investire sul territorio tutte le risorse disponibili. Nonostante questo quadro, che non lascia sperare grandi risultati per l’anno appena iniziato, nel corso del dibattito parlamentare, è stato introdotto, grazie all’azione associativa che ANCE ha intrapreso negli ultimi mesi dell’anno, un Piano di investimenti per i piccoli comuni, su modello di quello spagnolo del cosiddetto “Plan E”. Il Piano, di cui ai commi 107-114 della Legge di bilancio (L. 145/2018), prevede l’assegnazione a favore dei Comuni di 400 milioni di euro per la realizzazione di lavori di messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici di patrimonio comunale. Si tratta di un piano ben lontano dalle dimensioni suggerite dall’Ance, ma che, tuttavia, rappresenta un interessante modello di intervento per realizzare un’accelerazione nell’utilizzo delle risorse rese disponibili. Un punto di partenza, quindi, per mettere in moto un sistema che, se dimostrerà di funzionare, potrà essere incrementato e potenziato in futuro. Tali contributi, sebbene di importo limitato, verranno erogati senza la preventiva presentazione di un progetto da parte degli Enti locali (50% previa verifica dell’avvio dei lavori ed il restante 50% dopo il collaudo dell’opera), secondo i seguenti criteri: ai Comuni con popolazione inferiore ai 2000 abitanti sono assegnati € 40.000 ciascuno; ai Comuni con popolazione dai 2000 ai 5000 abitanti sono assegnati  € 50.000,00 ciascuno; ai Comuni con popolazione dai 5001 a 10000 abitanti sono assegnati € 70.000,00 ciascuno; ai Comuni con popolazione dai 10001 a 20000 abitanti sono assegnati € 1000.000,00 ciascuno; I Comuni beneficiari sono tenuti ad avviare l’esecuzione deli lavori entro il 15 maggio 2019. Il  Ministero dell’Interno, ha emesso inoltre il decreto di riparto di 250 milioni di euro annui, stanziati nella Legge di Bilancio 2019, per la realizzazione di piani di sicurezza a valenza pluriennale (2019 – 2033) per la manutenzione di strade e scuole. Alla Provincia di  Frosinone sono destinati € 6.250.337,42 per il 2019. Pertanto anche su questi temi, deve essere elevato il livello di attenzione e di interlocuzione, di cui ci facciamo portavoce, al fine di scongiurare la dispersione di risorse che, sia pure esigue, sono in grado di produrre effetti positivi sul territorio. Sappiamo inoltre che ulteriori 190 MLN di euro dovrebbero essere destinati agli Enti locali per compensare il taglio del gettito IMU, ma questa misura non è stata ancora approvata. Così come non è stato ancora varato lo stanziamento di 800 MLN (2,6 MLD triennio 2019 – 2021) che dovrebbero essere destinati alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico A questo si aggiunga la rimozione dei vincoli del patto di stabilità che rappresenta una buona notizia ma che, ancora una volta, richiederà un attento monitoraggio sulla gestione, per evitare che le risorse sbloccate vengano destinate alla spesa corrente anziché agli investimenti. Inoltre, La Legge di Bilancio 2019, ha autorizzato le regioni, le province autonome, i comuni, le città metropolitane e le province, a richiedere a Cassa Depositi e Prestiti anticipazioni di liquidità da destinare al rimborso di debiti certi, liquidi ed esigibili. Alla luce della perdurante crisi che interessa l’industria delle costruzioni,  questo strumento potrebbe essere utile per agevolare l’erogazione di pagamenti nei confronti delle imprese che vantano, ad oggi, crediti certi, liquidi ed esigibili, maturati entro il 31/12/2018, relativi a somministrazioni, forniture, appalti etc. Pertanto è stata inviata una apposita comunicazione a tutti i Comuni del territorio ed alla Amministrazione Provinciale per richiamare l’attenzione su questo strumento. Per quanto riguarda il mercato privato dell’edilizia è sufficientemente eloquente il dato dei permessi di costruire (nuove abitazioni ed ampliamenti) che è in caduta libera dal 2007. Basti pensare che, in base ai più recenti dati ISTAT elaborati da ANCE, soltanto dal 2015 al 2016 in Provincia di Frosinone si registra una riduzione del 20% dei suddetti permessi su base annua. Questo argomento introduce un ragionamento ancora più profondo sulla trasformazione del mercato che, anche in relazione ad esigenze di sicurezza, a tematiche come la limitazione del consumo del suolo e della sostenibilità, andrà sempre più nella direzione della rigenerazione urbana e quindi delle ristrutturazioni. E’ pertanto fondamentale l’incremento degli incentivi in essere e il coinvolgimento del sistema creditizio a sostegno di imprese e privati, interessati a migliorare le prestazioni strutturali ed energetiche delle proprie case. Analogo discorso per la messa in sicurezza degli edifici pubblici. E’ chiaro che non sarà mai possibile ristrutturare il sistema Italia senza un grandissimo sforzo in termini di incentivi ed investimenti da parte della P.A. Andando oltre il mercato delle opere pubbliche, che nonostante tutte le sue problematiche ha dimostrato lievi miglioramenti, gli appalti privati sembrano essere ancora più in difficoltà  a causa di ritardati o mancati pagamenti. Le Imprese sub appaltatrici anticipano manodopera  e materiali, eseguono le opere ed hanno pochissimi strumenti a loro tutela. Anche su questo, ANCE ha predisposto strumenti concreti, schemi di contratto privato “tipo” ed altre soluzioni  che, tuttavia, non sono ancora sufficienti ad arginare questa tendenza alla speculazione. Anche in merito a questo fenomeno, come ANCE FROSINONE intendiamo aprire un tavolo tecnico con tutti i soggetti e le Istituzioni coinvolte. Progetti e proposte di Ance Frosinone
  • Verrà avviato a marzo il percorso di consulte territoriali promosso da ANCE FROSINONE con i rappresentati politici e tecnici degli Enti locali, con l’obiettivo di favorire un momento di confronto sulle priorità del territorio, gli investimenti previsti ed eventuali progettualità da sviluppare in maniera sinergica o attraverso forme innovative di partenariato.
  • Consapevoli delle sfide che ci attendono e della esigenza di competere su nuovi mercati, stiamo sviluppando progetti di formazione ed aggiornamento in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Le nostre aziende, quelle sane, hanno ancora voglia di crescere e formarsi.
  • Nell’ultimo anno abbiamo dedicato molta attenzione alla implementazione della piattaforma ANCE  – Deloitte, dedicata alla cessione del credito di imposta derivante dagli incentivi “Ecobonus” e “Sismabonus” per interventi di ristrutturazione antisismica e miglioramento energetico degli edifici,  che è entrata a regime.
  • Abbiamo aperto dei canali con alcuni Istituti di credito del territorio che stanno predisponendo strumenti finanziari ad hoc che presenteremo nel prossimo periodo, per agevolare l’avvio di progetti di riqualificazione secondo uno schema semplice e replicabile.
  • E’ in via di definizione un progetto pilota con l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale per fornire un esempio pratico di riqualificazione di fabbricati con incentivi Eco e Sismabonus, su cui la nostra Associazione e le nostre Imprese rappresentano una avanguardia.
  • Sempre sul piano della ricerca e della formazione, ANCE FROSINONE, in qualità di associated partner dell’Ateneo Cassinate, presenterà il Progetto europeo “PROMETH”, sviluppato in collaborazione con  Lubjana Aristotle University di Salonicco; Technical University of Civil Engineering di Bucarest a valere sul Programma UE Erasmus +, per l’organizzazione di un Master sulla resilienza e la sicurezza sismica dei piccoli centri urbani.
  • All’inizio dell’anno 2019 abbiamo avviato un percorso di formazione sull’utilizzo del software SQUADRA Edilizia, creato da ANCE nazionale per creare modelli di gestione della sicurezza ex D.Lgs.231/01, asseverazione e privacy a livello aziendale. Attraverso questo strumento, le aziende iscritte ad ANCE FROSINONE potranno formarsi e sviluppare gratuitamente i propri modelli per la gestione della sicurezza e della privacy.
  • In questi giorni ANCE nazionale ha lanciato il primo numero di una nuova collana “Guida pratica Ance: proposte e azioni per far ripartire il Paese”, per offrire uno strumento semplice e agevole, di immediato utilizzo, per affrontare alcuni nodi fondamentali per lo sviluppo e il bene sociale. La prima uscita è dedicata al tema della crisi di impresa.
  • Porteremo avanti attività per la promozione delle nostre Imprese in Italia ed all’estero, con l’impegno di aggiornarci con continuità, su tutti questi temi, con i nostri referenti politici e con gli organi di stampa, così da mantenere alta l’attenzione sul delicato quadro economico del nostro settore e del nostro territorio.
  • Intendiamo seguire lo sviluppo dell’iter di approvazione del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale rispetto al quale richiamiamo l’attenzione dei nostri rappresentanti presso la Regione Lazio, anche alla luce del recente rinvio del termine di approvazione della normativa al 14 febbraio 2020.
Ed infine: Bene infine l’apertura del Ministro Toninelli per un Decreto “Sbloccacantieri” su cui attendiamo gli sviluppi. No allo slittamento delle gare d’appalto, notizia ufficiale di oggi, relative ai due nuovi lotto per la realizzazione del tunnel di base della Tav da 2,3 Miliardi. IL BLOCCO DELLE INFRASTRUTTURE BLOCCA LA RIPRESA! Dati ricerca EU.R.E.S. – UPI
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