Alatri – Rigenerazione urbana, fibrillazioni Comune-Regione

Andrea Tagliaferri
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Un delegazione dell’amministrazione tra politici e tecnici oggi sarebbe diretta a Roma per tentare un chiarimento.

La bocciatura da parte della Regione Lazio, con tanto di diffida, del Piano della Rigenerazione Urbana arrivata il 7 febbraio scorso è ormai dato pubblico e sta suscitando numerose reazioni. Pare, infatti, che l’ente romano contesti al Comune di aver approvato un regolamento che va contro i dettami di legge e di non aver dato seguito alle osservazioni spedite a novembre, proseguendo per la propria strada. I punti critici sarebbero tre fondamentalmente: le troppe varianti attuative rispetto al Piano Regolatore Generale che permetterebbero procedure edilizie semplificate; l’estrema labilità degli strumenti urbanistici richiamati nel piano, come le 14 aree circolari contenute in un vecchio studio sugli abusi edilizi che, tuttavia, non sarebbe mai stato ufficializzato ed accolto dagli enti deputati (Comune e regione su tutti) in quanto mancanti della perimetrazione fondamentale per poter considerare tali aree degne di considerazione ai fini legali e urbanistici ed, infine, le deroghe alle leggi vigenti in merito al premio di cubatura del 20% permesso in caso di demolizione e ricostruzione che, secondo il regolamento attuativo comunale, verrebbe assegnato anche in altri casi che non prevedono demolizione. Irritazione anche dalle opposizioni, in particolare Tarcisio Tarquini che sottolinea come questo documento non sia stato reso noto ai consiglieri di minoranza se non dopo precisa e spontanea richiesta. Sull’argomento Tarquini, assieme ad Enrico Pavia, ha diffuso una nota congiunta: “La Regione chiede l’annullamento della delibera sulla rigenerazione urbana. Il sindaco, invece di fare l’unica cosa che sarebbe ragionevole fare, e cioè convocare il Consiglio comunale e deliberare, come noi abbiamo ripetutamente richiesto, la revoca del Regolamento, mettendosi all’opera per elaborarne uno rispettoso delle norme, sta prendendo tempo con il risultato di confondere ancora di più le già perigliose e intorbidite acque dell’urbanistica della nostra città. In questo modo sta trascinando verso una situazione delicatissima i consiglieri comunali che sono stati indotti a votare la delibera, nonostante le circostanziate osservazioni contrarie della Regione e l’evidenza di parti della legge stravolte in sede di approvazione del Regolamento attuativo. Ma soprattutto sta creando le premesse di un danno enorme a tutti i cittadini, e in particolare a quelli che, utilizzando le disposizioni del regolamento, finirebbero con lo scoprire di avere operato contro legge, dovendone poi sopportare tutte le conseguenze. La nostra città ha bisogno di un piano di rigenerazione urbana e di strumenti urbanistici adeguati per la corretta e compatibile edificazione e il rilancio delle attività produttive, dalle quali non va escluso il centro storico. Si ammetta l’errore compiuto, con sincera onestà. Se il sindaco non sente il dovere di farlo da solo- concludono i due– sia il Consiglio comunale nella sua interezza a pretenderlo.”   A.T.
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