La faccenda Credit On venuta alla ribalta della cronaca nell’ottobre del 2017, quando all’epoca il consigliere comunale di minoranza Daniele Natalia con altri tre esponenti della politica anagnina Carlo Marino, Luigi Pietrucci e Riccardo Ambrosetti presentarono un dossier alla Procura della Repubblica, riguardo l’incarico affidato alla società Credit On. Si chiedeva di esaminare la correttezza amministrativa e l’affidamento diretto alla Credit On senza gara pubblica.
La Procura dopo i dovuti accertamenti aveva ritenuto che tutto era stato approntato nel modo giusto dal Capo della Ragioneria, dando atto della regolarità degli atti adottati dall’amministrazione Bassetta e dall’assessore al Bilancio Aurelio Tagliaboschi, quindi archiviò il fatto, perché non erano emersi fatti di rilevanza penale. Il consigliere comunale di minoranza Sandra Tagliaboschi e consigliere di maggioranza nell’amministrazione Bassetta, interviene sulla faccenda: ”L’esito della vicenda Credit On costerà alle casse comunali circa 6.500 euro, cifra liquidata al dottor Stefano Scerrato, Capo della Ragioneria durante l’amministrazione Bassetta, quali spese legali sostenute nel procedimento a suo carico, avviato dalla Procura della Repubblica di Frosinone a seguito della denuncia presentata a novembre 2017 da Daniele Natalia, Carlo Marino, Luigi Pietrucci e Riccardo Ambrosetti, rispettivamente attuali sindaco, assessore e consiglieri di maggioranza. L’esposto, con il quale gli allora esponenti di minoranza chiedevano di verificare la legittimità dell’incarico affidato alla società Credit On per recuperare le somme dovute all’amministrazione comunale da parte di cittadini morosi, è stato esaminato dalla Magistratura. Non essendo emerso alcun elemento di rilevanza penale, il caso è stato archiviato dimostrando la regolarità degli atti della Giunta Bassetta e la correttezza dell’operato del dottor Scerrato. Una volta chiuso il procedimento, il Comune di Anagni ha dovuto coprire le spese legali sostenute dall’ex dipendente. E questa è sicuramente una nota dolente, in quanto i cittadini non dovrebbero mai pagare per gli sbagli dei propri amministratori. Di positivo, invece, c’è che è stata fatta chiarezza su una vicenda che metteva in dubbio l’onestà dell’amministrazione Bassetta, del Capo della Ragioneria e dell’ex assessore al Bilancio, per mesi esposti anche alla gogna mediatica dei social dove, come spesso accade, si è svolto una sorta di processo parallelo senza attendere le indagini che hanno smentito quanto esposto alla Magistratura. E’ stato anche clamorosamente smentito qualche consigliere dell’attuale maggioranza che, dopo l’archiviazione e sempre sui social, sosteneva che il Comune non avrebbe dovuto sborsare un euro. L’amministrazione Natalia, invece, in data 31 dicembre 2018, a seguito della determina n. 147, ha liquidato la somma di 6.493,82 euro a favore del dottor Scerrato. Un provvedimento dovuto, dal momento che il Comune di Anagni aveva concesso il patrocinio legale, con la delibera n.84 del 30 agosto 2018, al dipendente denunciato. Finora, pur sicura della legittimità degli atti, mi sono astenuta dall’intervenire sulla vicenda in attesa dell’esito delle indagini perché l’atteggiamento di un consigliere comunale dovrebbe essere questo, non certo quello di dibattere di situazioni così delicate su Facebook, soprattutto quando si informano erroneamente i cittadini che una denuncia, completamente infondata, non avrà ripercussioni sulle risorse pubbliche. E questa vicenda insegna anche che, prima di presentare esposti che potrebbero costare cari alla collettività, si dovrebbe essere più cauti.” Anna Ammanniti
