Anagni – Credit On, “L’ente non pagherà un euro!” La parcella è stata di 6500 euro

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Sembra un racconto tratto da un libro di satira politica. Ti trovi a fare un esposto in Procura denunciando manovre dubbie in amministrazione comunale, al momento del verdetto da denunciante in opposizione ti ritrovi da amministratore al governo e a pagare, con le casse del Comune, un errore di valutazione.

Morale della favola i cittadini costretti a sborsare 6500 euro tondi tondi per un “errore di valutazione”. Senza entrare nel merito dell’esposto – denuncia presentato in Procura, dall’allora consigliere comunale di minoranza Daniele Natalia e tre esponenti politici all’epoca dei fatti opposizione extra consiliare, Carlo Marino, Luigi Pietrucci e Riccardo Ambrosetti, rispettivamente sindaco, assessore e consiglieri, nell’attuale amministrazione, ironia della sorte con il destino che fa ritrovare i quattro  da oppositori in maggioranza, con la Procura che decide di archiviare il caso perché non c’erano i presupposti per un procedimento penale. La storia finisce con il pagamento delle spese legali del dipendente che era stato indagato in seguito all’esposto dei quattro. Ecco un ex dipendente, l’ex capo della Ragioneria andato via in seguito alla denuncia come se fosse stato cacciato un “delinquente”, con a carico una grave accusa. Ma non solo, quella “storia” insinuò dubbi di “malafede amministrativa” in parecchi della maggioranza dell’epoca, fornendo “buone ragioni” per decretarne la fine. Conclusa questa storia con una “salata” bolla di sapone, il consigliere Luigi Pietrucci replicò al nostro articolo del 15 novembre, sicuro che il Comune non avrebbe pagato le spese legali del dipendente comunale, perché non si era arrivati al processo. Parole scritte sui social, ripetute durante un evento in Sala della Ragione con la presenza di testimoni e l’ausilio del sindaco Daniele Natalia che avallava le parole del consigliere. Il Comune però, deve rimborsare il funzionario o il dipendente che sostiene le spese legali per difendersi come previsto dallo statuto comunale di Anagni, che è come quello di tutti i comuni italiani. Un amministratore dovrebbe esserne informato su queste cose e non insistere a torto quando non si conoscono leggi e regole. Scriveva infatti Pietrucci su Facebook:” Adesso però chi pagherà le spese legali sostenute dal Capo della Ragioneria, il quale aveva chiesto ed ottenuto di essere patrocinato dal Comune?” Nessuno pagherà le spese legali, perché il caso è archiviato, non ci sarà procedimento e di conseguenza non ci saranno spese legali da sostenere” ed ancora: “In base all’art.28 del CCNL l’ente è tenuto a sostenere le spese legali del proprio dipendente solo in caso di rinvio a giudizio. Ed è bene precisare che nel caso in cui in fase di giudizio il dipendente risultasse condannato, l’ente non deve sostenere alcuna spesa al dipendente! In pratica, l’avvocato lo paga il comune solo se il dipendente è assolto dopo che si è svolto il processo, quindi in questo caso, l’ente non è tenuto a tirar fuori nemmeno un euro!” Come si dice le ultime “parole famose”, l’ente ha pagato ben 6500 euro di spese legali. E speriamo che questa storia finisca qui! Anna Ammanniti
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