Pastena – Lettera dei dipendenti del Consorzio Grotte al presidente Zingaretti

Irene Mizzoni
3 MIn Lettura
Ecco l’importante lettera dei dipendenti del consorzio delle grotte di Pastena e Collepardo indirizzata al presidente della Regione.

“Egregio Presidente, abbiamo, per molti anni, condiviso le difficoltà del Consorzio per la conservazione e valorizzazione delle Grotte di Pastena, conosciamo l’impegno profuso per creare e salvaguardare i posti di lavoro. Abbiamo dato tempo e fiducia affinché venissero risolti, nelle dovute sedi, i problemi relativi allo stanziamento delle risorse necessarie per garantire lo sviluppo turistico dl nostro paese e allo stesso tempo il pagamento dei nostri stipendi. Ci hanno detto che sono cambiati i tempi e contemporaneamente sono diminuiti i soldi messi a disposizione per il consorzio che nel 2014 è stato perfino soppresso. Noi in questi mesi di transizione e di incertezze amministrative abbiamo sempre lavorato ritenendo doveroso garantire il servizio per il quale siamo stati assunti e per non creare ulteriori problemi alla già critica situazione economica del nostro territorio. Ci mancano quasi due anni di stipendio e abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso nei confronti del commissario straordinario nominato nel 2014 e incaricato di portare a buon fine la liquidazione del consorzio. Da alcuni mesi è ancora mutata la normativa che dovrebbe risolvere il nostro problema e abbiamo sentito tante parole, impegni e promesse che a dir la verità ci hanno deluso perché ancora la soluzione è in alto mare. Stiamo aspettando da tempo e non ce la facciamo più ad essere né carne e né pesce, lavoratori figli di nessuno e senza nessuno al quale rivolgerci. Veniamo a lavorare senza sapere a chi obbedire e con chi confrontarci, portiamo dentro le grotte i visitatori senza sapere se una polizza assicurativa è scaduta o meno, ma soprattutto torniamo a casa la sera senza sapere se verremo mai pagati. Abbiamo le famiglie e i figli ai quali non sappiamo cosa rispondere e a volte ci vergogniamo di essere dipendenti di un consorzio di cui non si conosce la fine che farà e noi assieme ad esso. Caro presidente Le chiediamo di fare qualcosa, di venire in mezzo a noi per rendersi conto di quanto vere e sofferte siano queste nostre parole e soprattutto di quanta sofferenza abbiamo nel constatare il lento abbandono di un sito turistico tra i più belli del mondo. Non ci abbandoni”.
Condividi questo articolo
Nessun commento