Sarà un esame di maturità decisamente diverso dal passato, quello che circa 470mila studenti dovranno affrontare il prossimo Giugno.
Attraverso una diretta Facebook, il ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, ha annunciato che tutte le novità introdotte dalla riforma dello scorso Novembre entreranno in vigore già da quest’anno. La seconda prova scritta, dunque, sarà composta da due materie: latino e greco al classico, matematica e fisica allo scientifico, scienze umane insieme a diritto ed economia per l’ex sociopsicopedagogico, inglese e terza lingua al linguistico, inglese e discipline turistiche all’istituto per il turismo, scienza degli alimenti e laboratorio enogastronomico per l’alberghiero. Il ministro però ha assicurato che tutte le prove, comprese quelle multidisciplinari, saranno semplificate rispetto al passato, “di tipo scolastico” e non “di livello universitario”, come spesso è accaduto negli anni. Inoltre a febbraio, marzo e aprile si terranno delle giornate nazionali per le simulazioni degli scritti. A tal proposito è bene ricordare che ci saranno solamente due prove da svolgere per iscritto, niente più “quizzone” o prove Invalsi (cancellata già lo scorso anno). Previste anche delle griglie di valutazione uguali in tutta Italia, alle quali le commissioni dovranno attenersi per la correzione delle prove. Grandi novità anche per l’orale: scompare la classica tesina, per rompere il ghiaccio il candidato sarà invitato a pescare fra tre buste contenenti “un elenco di spunti”, preparate dal consiglio di classe. Nel corso del colloquio spazio anche alle esperienza acquisite nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro e alle attività realizzate nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione”. Infine aumenta il peso del percorso nell’ultimo triennio nella valutazione finale: non saranno più 25 i punti assegnati in base ai crediti ma 40. Critiche e preoccupazione fra gli studenti: secondo un sondaggio del portale specializzato skuola.net il 50% degli studenti pensa che l’esame sarà più difficile di quelli passati, una percentuale che sale al 72% fra gli alunni dello scientifico, destabilizzati dall’accoppiata matematica-fisica alla seconda prova. “Questa impostazione maldestra e raffazzonata dell’Esame di Stato è l’ennesima conferma: sperimentano sulla pelle degli studenti”, dichiara Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti medi, che aggiunge: “Questa Maturità sembra più una roulette russa che una prova dotata di un qualche senso”. Gli fa eco Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti: “Il nuovo Esame di Stato è frutto di una manovra miope, che non riesce a migliorare nè la didattica né l’istruzione”, la sua stroncatura. Roberto Caporilli
