(di Alessandro Andrelli) I botti a capodanno non possono mancare! Così anche De Donatis si è impegnato a fare i suoi, assicurandosi che fossero davvero indimenticabili. Nel caso specifico parliamo di un post che il primo cittadino pubblica sul suo profilo Facebook, nel pomeriggio di domenica scorsa 30 dicembre ( vedi foto in basso). Terrificante il contenuto del messaggio diffuso, soprattutto se si pensa che chi scrive, non è una persona qualsiasi ma il sindaco della città.

Invitando
“ogni tanto a seguire i lavori consiliari”,
De Donatis aggiunge testualmente “
…Sulla questione della farmacia comunale, con tutto il rispetto per uno degli animali più nobili del pianeta, troppo spesso chiamato in causa a sproposito, in molti stanno ragliando”. Per poi concludere “…
Quando il cane abbaia comincia la sequenza dei latrati degli altri simili nelle vicinanze, allo stesso modo per ogni razza, anche quella umana”. Parole che mostrano chi è veramente “
uno, nessuno, centomila” De Donatis sindaco di Sora (sull’orlo di una crisi di nervi?!?) e decretano inesorabilmente la
fine della democrazia, se mai c’è stata da quanto si è insediata questa maggioranza.
Dopo la
“riorganizzazione per epurazione” decisa dalla piattaforma civica (un flop completo e stratosferico!) e ricevimenti del primo cittadino con liste d’attesa chilometriche (è una vergogna!!!), De Donatis mostra, anche in questa occasione, il suo vero volto. Dà degli asini che ragliano ai molti chi la pensano diversamente sulla farmacia, nonché di cani latranti ai cittadini che seguono uno che abbaia.
Parole che ghiacciano il sangue nelle vene.
Mai si è sentito un sindaco arrivare a tanto.
Mai si è sentito un sindaco parlare così!
Questa è la considerazione che De Donatis ha della sua gente?
Questa la libertà di pensiero e di confronto riconosciuta e rispettata dal primo cittadino?
Questa la “sua” trasparenza tanto sbandierata in campagna elettorale? C’è chi dice che si debba indossare il colbacco per entrare a palazzo e per essere ammesso a cospetto dello “zar”.
Guai a chi osi proferire parola e guai a chi si arroghi il diritto di pensare. Eppure sembra che da pensare ci sia veramente ed anche tanto.
Voci sempre più insistenti in città direbbero che la
farmacia comunale si dovrà vendere (o svendere?!?) per forza. Sembrerebbe, infatti, che l’
acquirente ci sia già e che sia vicino (molto molto vicino!) a rappresentanti importanti del gruppo di governo. Il nome è oramai di dominio pubblico. Non si sa se il tutto corrisponda a
verità, ma non sarebbe la prima volta che le voci di popolo anticiperebbero la realtà dei fatti che per legge dovrebbero derivare da procedure di evidenza pubblica (
leggi qui).
Povera Sora, davvero povera Sora! Con il sindaco che bacchetta gli
asini che ragliano ed i
cani che latrano, è assolutamente vietato parlare. Solo “lo zar” e pochi eletti possono auto acclamarsi, perché “supereroi omni presenti” sulla carta stampata. A tutti gli altri per i prossimi due anni e mezzo, non resta altro che dire… si salvi chi può!!!
Alessandro Andrelli