‘Basta strumentalizzare’. L’appello di Carmine Di Mambro: “Subito a regime il Registro Tumori”.
Il consigliere entra a gamba tesa. “Che il Registro Tumori non è la cura, lo sappiamo e lo abbiamo ripetuto decine di volte. Che ogni giorno muore qualcuno in questa provincia per neoplasie è un dato di fatto. Non mi piace replicare alle provocazioni ma quando si tratta della mia salute, del mio territorio e del bene comune non posso far finta di nulla. Io non so chi sta facendo politica sul Registro Tumori, certo non sono io. E lo ripeto a voce alta, NON SONO IO. E lo dice chi ha subìto tre interventi chirurgici, cinque cicli di chemioterapia, duecento giorni totali di ospedale, venti giorni di coma, camera intensiva e non ha più lo stomaco, la cistifellea, metà esofago, la milza e ha il fegato compromesso. E lo dico soprattutto a chi nei giorni scorsi ha tentato di screditare una battaglia condivisa da un intero territorio. E lo dico perché ho sempre fatto le battaglie in modo trasversale e senza mostrare mai nessuna bandiera politica. Per quanto concerne l’importanza del Registro Tumori e sulla necessità di renderlo o meno legittimo credo che sia doverosa una spiegazione. La mia battaglia non è politica ma umana. Una battaglia di civiltà. Perché sto lottando contro un tumore e so quanto sia importante conoscere cosa sia e da dove provenga il mostro che si è impossessato del tuo corpo, della tua vita e per sempre della vita dei tuoi genitori. Ecco, il Registro Tumori è anche e soprattutto questo: avere una mappatura precisa della malattia. Sapere quale sono le zone a maggior rischio per quella determina neoplasia”. Il consigliere comunale-coraggio invita soprattutto l’ASL di Frosinone, a portare a regime il Registro Tumori il più presto possibile. Approvato e istituito dalla Regione Lazio, ma finora mai concretizzato in provincia di Frosinone, non solo per le solite lentezza burocratiche dell’ente preposto ma per un chiaro intendo di rallentare lo sviluppo del registro. Intanto la situazione, visto i dati degli ospedali provinciali e dei maggiori nosocomi romani con pazienti provenienti della provincia di Frosinone, è sempre più critica. Molto critica, non come qualcuno vuole farci credere sparando quattro numeri ottimistici qua e là con slide ricopiate su un sito riferite ad anni fa. Sul definitivo avvio del Registro Tumori Di Mambro spiega: «Dopo la definitiva approvazione in regione Lazio a novembre 2017 e la deliberazione dell’unità funzionale sempre nello stesso mese, l’ASL di Frosinone continua a camminare con il freno a mano tirato e i cittadini si sentono presi in giro, in particolar modo tutte quelle famiglie che hanno a che fare con patologie oncologiche. I componenti dell’unità funzionale, vengono spostati quotidianamente in altre mansioni è per questo che lo sviluppo dello strumento è fermo al palo. Non è come dice qualcuno che l’unità funzionale sta lavorando a pieno regime. Perché, altrimenti, in audizione convocata dalla commissione sanità regionale, Macchitella non ci mandava due dirigenti a fare brutta figura, ci sarebbe andato di persona. E se è stata convocata una commissione sanità per discutere, sul Registro Tumori in provincia di Frosinone, un motivo c’è! Il Registro Tumori nonostante sia stato legiferato e finanziato dalla regione Lazio, in provincia di Frosinone ancora non è stato messo a regime perché l’unità funzionale viene continuamente smembrata. Il Registro Tumori provinciale, in base alla legge regionale, dovrebbe essere accreditato all’Airtum entro il 2019, pura utopia. È inconcepibile. Invito tutti i sindaci eletti sul territorio della provincia di Frosinone a chiedere dei chiarimenti al commissario straordinario Luigi Macchitella, tra l’altro fresco di proroga anche se la legge parla chiaro. Magari presentando anche un documento congiunto, per capire quanto tempo occorrerà ancora per far partire a pieno regime l’unità funzionale per lo sviluppo definitivo del Registro Tumori, visto che nelle altre province è già attivo o in fase di partenza, vedi Latina e Viterbo. Non c’è tempo da perdere, i tumori sono una causa di morte in costante aumento nella nostra terra. E la gente continua ad ammalarsi giorno dopo giorno e non come vuole farci credere qualcuno che la nostra provincia in confronto a le altre è un paradiso terrestre e sopratutto che i fattori ambientali non influiscono sulle neoplasie. Bisogna capire il perché, quali sono le cause ambientali che permettono il proliferare delle neoplasie, ma soprattutto quali siano le azioni che possiamo intraprendere per cambiare questo stato di cose. Dobbiamo sempre ricordare che il nostro territorio è esposto a rischi ambientali importanti a causa degli eco-mostri di San Vittore del Lazio e Colleferro, ma anche per le note e tristi vicende che riguardano i campi del Nocione, l’intera valle del Sacco, o le decine e decine di discariche abusive sparse sul territorio. Senza contare tutti quei siti che non sono stati bonificati nel tempo. Il Registro Tumori non è la cura, ma senza non potremmo mai sapere niente di tutto questo e non potremmo mai adottare scientificamente delle misure idonee per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli». Quella del Registro Tumori è stata una lunga battaglia portata avanti con determinazione e passione dal consigliere Di Mambro, trasformandolo nel maggiore protagonista per l’istituzione di questo strumento. Oltre ad essere motivato per il bene della comunità, anche l’esperienza personale lo ha sostenuto nel percorso e nell’iter. Ora, a un passo dallo sviluppo definitivo del registro in provincia di Frosinone, l’attesa è insostenibile, soprattutto per tutte quelle persone che con la malattia combattono tutti i giorni e per le quali ogni giorno vissuto è un dono di vita. Nel frattempo Di Mambro dopo l’approvazione della legge regionale sul fondo di sussidio per i malati oncologici, sta portando avanti una legge nazionale e un progetto regionale riguardante sempre la sanità e nello specifico per i malati oncologici. red.cass.
