Collepardo – La marcia sulla Certosa tra luci e ombre (video e foto)

Andrea Tagliaferri
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Trecento persone circa hanno camminato per chilometri in una giornata di sole immersi nella natura dei monti Ernici portando con sé i valori dell’accoglienza e dell’Europa laica e liberale. Il gestore della Certosa, Benjamin Harnwell, ha accolto i convenuti e discusso a lungo sia a Trisulti che in sala consiliare. Ribadita la volontà di proseguire sui propri progetti anche di formazione politica.

L’immagine era suggestiva; un serpentone di persone di ogni età, cittadini privati, associazioni, politici, tutti uniti per uno scopo, mettere al centro dell’attenzione pubblica la vicenda della certosa di Trisulti dopo che un bando ministeriale l’ha affidata in concessione per 19 anni all’Istituto Humanae Dignitatis, che si rifà a valori cattolici molto stringenti e in netta contrapposizione con la chiesa di Papa Bergoglio. Le istanze dei dimostranti, tuttavia, non erano omogenee e questo è stato evidente fin da subito. A Daniela Bianchi, ex consigliere regionale e co-organizzatrice di questa marcia, l’arduo compito di mediare tutte le posizioni, cosa che ha fatto fin da subito prendendo un po’ alla sprovvista Benjamin Harnwell, presidente del DHI, che tuttavia ha acconsentito all’ingresso di tutti i partecipanti all’interno della Certosa nel senso di un’apertura al dialogo. E’ in quella sede che si è avuta la prima conferma che la scuola di formazione politica ispirata a Steve Bannon, lo stratega americano, si farà e sarà una cosa a parte rispetto all’Accademia del Cardinale Martino, che si occuperà, invece, di temi etici, di famiglia e tutto ciò che concerne i principi fondanti del Cristianesimo. Presente anche il parlamentare Fratoianni che ha molto insistito sull’aspetto politico della vicenda, sollevando dubbi sulle vere intenzioni del gruppo che sta dietro DHI. I toni sono comunque rimasti concilianti, seppur ciascuno sia rimasto fermo sulle proprie posizioni. Cosa un po’ diversa, invece, da quanto andato poi in scena al pomeriggio in sala consiliare dove il dibattito si è scaldato più volte, anche in virtù delle diverse sensibilità che il fronte dei partecipanti alla marcia presentava.  Chi voleva aperture per ciò che concerne la fruizione della Certosa da parte di cittadini e turisti, chi aveva come intenzione unica quella di osteggiare il progetto politico sottostante e chi, infine, aveva a cuore solo l’aspetto religioso auspicando un ritorno alle origini per quel prezioso luogo di culto.  Il dibattito, moderato con tenacia dalla Bianchi anche davanti a critiche e animi alterati, ha visto interventi del Sindaco Bussiglieri, che ha ribadito di attendersi il rispetto delle promesse fatte dal DHI in fase di insediamento, di Marco Maddalena politico della provincia frusinate, di Piacentini di Federtrekking, di Simone Frignani ideatore dei Cammini, di Biagio Cacciola in qualità di collepardese ed esperto conoscitore di Trisulti ma anche di tanti semplici cittadini anche forestieri. Harnwell dal suo canto ha risposto a tutte le domande, tentando di chiarire ad esempio la storia dei requisiti ritenuti da molti carenti, uno su tutti quello della gestione, nell’ultimo quinquennio, di un immobile culturale pubblico o privato, confermando che l’abbate di Casamari nel 2015 gli ha affidato la cura della piccola chiesetta di S. Nicola che al suo interno possedeva anche un piccolo museo, aperto solo su richiesta. Dagli organizzatori sono venute richieste di apertura al territorio, di collaborazione con enti e associazioni della zona, di revisione delle regole di accesso, posto che alla base del bando in concessione rimane la messa a reddito del bene tramite biglietto d’ingresso, soldi che vanno devoluti totalmente al restauro della Certosa, secondo quanto impone il bando. Il canone di 100 mila euro l’anno che DHI si è impegnata a pagare al Ministero, verrà ridotto dell’importo pari a quanto speso dai gestori per i lavori di restauro e miglioramento delle strutture, sempre sotto l’occhio vigile della Sovrintendenza e del Ministero. Harnwell ha assicurato che una volta compiuto un anno esatto di ingressi, quindi presumibilmente a marzo 2019, si potranno valutare gli incassi ed eventualmente decidere come venire incontro alle tante richieste di gratuità per pellegrini ed altre categorie. Aggiungendo, alla fine, che questi progetti porteranno sviluppo e lavoro al territorio. I presenti hanno confermato e ribadito che da oggi in poi saranno vigili su quanto accade in Certosa e che saranno garanti del rispetto della concessione, segnalando di volta in volta ciò che non va cosa che anche il sindaco si è impegnato a fare a tutela del bene ma anche della collettività. Un dato, tuttavia, è uscito con forza, l’assenza del Ministero ritenuto, alla fine, il vero responsabile di quanto accade oggi. Quel bando, infatti, secondo molti da rifare completamente, secondo gli altri andava fortemente cambiato per garantire alcuni principi fondamentali come il divieto di utilizzo della Certosa per finalità politiche. Andrea Tagliaferri
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