Roma – Morto per uranio impoverito, la famiglia chiede giustizia

Francesca Merolle
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Maresciallo dell’esercito romano  muore di leucemia a causa del suo costante contatto  nel corso delle  sue missioni dei Balcani  dell’Uranio Impoverito, i figli chiedono giustizia per il padre Alberto Sanna,  deceduto nel 2009 dopo atroci sofferenze.

La Commissione  Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, il 7 febbraio del 2018 ha riconosciuto che Sanna è stata una vittima del dovere ma non ha riconosciuto ai familiari le dovute spettanze.   Così i congiunti de maresciallo deceduto, si sono rivolti all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto  il quale ha citato in giudizio Lo Stato Maggiore dell’esercito Italiano ed il Ministero della Difesa. Il maresciallo Sanna,  residente nella capitale, dopo trentasette anni di onorato servizio era stato colpito da leucemia mieloide, un tumore del sangue che non perdona. L’uomo  dopo aver appreso l’infausta diagnosi era sopravvissuto  soltanto cinque mesi.  Cinque mesi  di grande sofferenza e dolore. Dalle indagini portate avanti  in tal senso era emerso che quella patologia era stata contratta  a causa delle  continue missioni nei Balcani. Teatri di guerra dove erano stati esplosi proiettili all’uranio,  un materiale che a temperature elevate, riesce a polverizzare persino  i carri armati oltre alle abitazioni in cemento.  Il legale Bonanni,  ha lanciato un duro atto di accusa sulla negligenza, imperizia e imprudenza di chi avrebbe dovuto quantomeno avvertire  del pericolo gli sventurati militari. “La leucemia mieloide cronica – ha spiegato il presidente dell’ONA – è una neoplasia mortale causata dalle nano particelle e comunque dall’utilizzo di Uranio Impoverito  che si trovava proprio nelle zone di guerra. La malattia sconvolge la vita dei familiari, ruba la serenità e il futuro ai figli, anche quelli che non rimangono orfani ma che sono comunque coinvolti nel calvario e nella sofferenza di un genitore gravemente malato. Per questo motivo ci siamo appellati al Ministro della Difesa perché  venga meno questo comportamento del mancato riconoscimento integrale dei diritti delle vittime, come per gli eredi Sanna, che hanno ottenuto meno del dovuto. Mar.Ming.
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