Sora – Caso emissioni Burgo, assolti i tecnici Arpa

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Assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. In una nota tutti i dettagli della vicenda.

Il caso giudiziario nasce dalle segnalazioni agli organi competenti di alcuni privati cittadini di Sora che si lamentavano delle emissioni in atmosfera della Burgo S.p.A.. Veniva avviata una complessa indagine portata avanti dal Corpo Forestale dello Stato, con l’ausilio dei tecnici e dirigenti della Provincia di Frosinone, e coordinata dalla procura della Repubblica di Cassino che nominava anche un proprio consulente, esperto in materia ambientale per accertare la sussistenza di eventuali reati. All’esito delle indagini veniva rinviati a giudizio 4 persone (una quinta decedeva durante il procedimento): A) 2 tecnici dell’Arpa Lazio di Frosinone, assisiti dagli Avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Federica Nardoni accusati di:
  1. falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico perché, nell’eseguire il controllo ordinario dell’Autorizzazione Integrata Ambientale relativo allo stabilimento di Sora, omettevano, nei verbali di sopralluogo e nella relazione finale,di evidenziare che alcuni  camini della Burgo non erano conformi alle normative vigenti e che necessitavano di un sistema di abbattimento delle polveri.
  2. Abuso d’ufficio. Omettevano di comunicare alla Provincia di Frosinone le irregolarità presenti, procurando intenzionalmente alla Burgo  l’ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dal mancato adeguamento dei camini a quanto disposto dalla legge.
B) Il titolare del laboratorio chimico incaricato dalla Burgo, difeso dall’Avv. Enrico Porretta. Accusato di aver redatto rapporti di prova falsi, pur avendo accertato le presunte irregolarità dello stabilimento. C) Il direttore dello stabilimento della Burgo di Sora per aver violato numerose disposizioni a tutela dell’ambiente, per aver arrecato molestia e disturbo alle persone attraverso emissioni superiori alla norma e per aver utilizzato i “presunti” falsi certificati. Dopo un lungo e complesso processo celebrato dal collegio penale di Cassino (presidente dottoressa Tamburro) in accoglimento delle richieste degli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola, i due tecnici dell’Arpa Lazio sono stati assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Dopo aver ascoltato decine di testimoni e diversi consulenti, tra cui  alcuni professori universitari e massimi esperti in materia ambientale, i difensori sono riusciti a dimostrare l’assoluta legittimità e correttezza dell’operato dei tecnici dell’Arpa Lazio. Il Tribunale ha accertato che i tecnici dell’Arpa hanno operato secondo le direttive  e le prassi in uso nell’Ente di appartenenza, hanno effettuato tutti i controlli e le analisi dovute, segnalando tutte le questioni degne di nota alle autorità competenti. Stessa motivazione per l’assoluzione del direttore di laboratorio. Assolto anche il titolare della Burgo per alcune contestazioni, mentre per altre accuse a suo carico è stata dichiarata al prescrizione.
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