Perseguitata e vessata per anni dal cognato che voleva farla convertire al suo movimento religioso. La storia di Maria una donna di 48 anni residente in un paese a confine del capoluogo ciociaro, è stata raccontata proprio dalla stessa nel corso di un convegno che si è tenuto nei giorni scorsi in questura dedicato alle violenza sulle donne. Tutto era iniziato subito dopo la nascita del suo primo figlio, quando in ospedale le aveva fatto firmare dei documenti sui quali rifiutava eventuali trasfusioni.
L’uomo le aveva addirittura impedito che il figlio venisse battezzato. Dopo qualche tempo la donna amareggiata per aver rinnegato il suo Dio si era recata in chiesa ed aveva chiesto ad un sacerdote di poter tornare ad essere una cristiana. Sperando di poter stare tranquilla Maria aveva convinto il marito a cambiare casa.Ma quella era stata una quiete temporanea. Il cognato infatti era riuscito a ritrovarli ed perseguitarli. A peggiorare la situazione il nipote che seguiva <le orme> del padre. Quest’ultimo si divertiva a vessare e perseguitare le figlie anche quando si trovavano a scuola. A mettere fine a quella violenza verbale e psicologica la figlioletta di 14 anni. La minorenne, proprio mentre stava guardando seguendo la storia su <Quarto Grado> di una persona perseguitata e uccisa dal marito aveva avuto l’idea di mettersi in contatto con la sorella della deceduta. E proprio tramite quella donna .era riuscita ad arrivare al Telefono Rosa di Frosinone presieduto da Patrizia Paolmbo e che ha sede a Ceccano. L’avvocato dell’associazione umanitaria Cristiana Cialone si era subito adoperata per aiutare Maria ed i suoi figli. Padre e figlio adesso sono stati denunciati. Per entrambi è scattato il divieto di avvicinamento in attesa che la procura concluda le indagini. Un ispettore di polizia che si è preso a cuore il caso si è attivato affinché le forze dell’ordine possano controllare costantemente che la famiglia non venga molestata da alcuno. Mar. Ming.
