“Quanto costano trenta metri di recinzione a prova di orso? Quanto costa un “tappo” di cemento per una vasca di 50 metri quadri o giù di lì?”. E’ quanto scrive Stefano Ardito, giornalista, scrittore, fotografo e documentarista sul suo sito dedicato a viaggi, montagna e alpinismo, sentieri e trekking, natura e aree protette, scienza, storia. E non si può non essere d’accordo con lui. E’ condivisa da tanti, infatti, l’indignazione per la notizia di ieri, giovedì 15 novembre, dei tre orsi annegati in una vasca di raccolta dell’acqua in una zona di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
Sono quasi 900 i commenti, molti dei quali molto duri, sotto il post pubblicato sulla pagina social dell’ente di tutela dell’orso bruno marsicano. “Personale del Parco, coadiuvato dai Carabinieri forestali, – si legge nella nota ufficiale – ha recuperato 3 orsi in una vasca per la raccolta dell’acqua in località “le fossette” tra i Comuni di Balsorano e Villavallelonga, nella Zona di Protezione esterna del Parco. Si tratta di una femmina di circa 10 anni, con 2 cuccioli dell’anno, un maschio e una femmina, che sono presumibilmente annegati cadendo nella vasca per la raccolta delle acque dalla quale non sono riusciti a risalire. La segnalazione della presenza di animali nella vasca è giunta al servizio di sorveglianza nel tardo pomeriggio di ieri da parte di un escursionista di Balsorano e questa mattina all’alba il personale del Parco ha raggiunto la località, verificando che, purtroppo, si trattava di orsi. Per il recupero dei plantigradi è stato necessario l’intervento di un elicottero messo a disposizione dai Carabinieri forestali, in quanto la località si trova in alta quota ed è raggiungibile solo a piedi. Le carcasse sono state trasportate a Pescasseroli e saranno sottoposte ad esame necroscopico per accertare o escludere che non ci siano altre cause di morte. Nel frattempo, il servizio di sorveglianza, in raccordo con la Procura di Avezzano, ha adottato tutti gli atti di polizia giudiziaria in relazione alla morte degli orsi. La vasca, nella quale erano già morti altri 2 orsi nel 2010, si trova su una proprietà privata e gli interventi di messa in sicurezza realizzati dai proprietari, con il supporto del Corpo Forestale dello Stato nel 2012, non erano più adeguati a garantire la sicurezza di uomini e animali. Su segnalazione dell’Associazione Salviamo l’orso il servizio di sorveglianza del Parco ha provveduto a verificare la situazione e l’Ente, pur trattandosi di una proprietà privata fuori dai confini del Parco, nelle scorse settimane ha intimato ai proprietari di realizzare adeguate misure di protezione per garantire l’incolumità di persone e animali, fornendo anche la consulenza tecnica per una soluzione efficace e definitiva del problema. Purtroppo, a tutt’oggi, non è stato realizzato alcun intervento”. Vale la pena concludere con un’altra significativa considerazione riportata nell’articolo di Ardito che commenta così quanto accaduto: “Con il costo del volo dell’elicottero usato per recuperare i tre cadaveri, si sarebbe potuto sigillare tranquillamente la vasca-killer. L’Abruzzo e l’Italia non meritano la meraviglia degli orsi”. In quella vasca negli ultimi anni è morto circa il 10% della popolazione totale della specie di orso marsicano… cosa altro deve succedere per farla cementare? (foto fonte http://www.parcoabruzzo.it) FraM
