Il consigliere di minoranza Valeriano Tasca (Casapound) torna a discutere sulla sanità, in merito soprattutto alla situazione che si è creata in seguito alla chiusura del Punto di Primo Intervento.
Intervento duro del consigliere Tasca, Valeriano chiede chiarimenti su quanto è accaduto dal 15 luglio scorso con la chiusura del PPI nel presidio sanitario anagnino e cerca risposte dalla politica. “Non ho nessun problema a ribadire che la questione ex ospedale sta diventando ancora una volta un semplice spot elettorale. Ecco perché come consigliere comunale e responsabile di un movimento che da sempre lotta per la riapertura dell’ospedale, chiedo chiarezza e fermezza nelle posizioni prese dal sindaco di Anagni e dagli altri sindaci. Prima di tutto, aspettando comunque il buon esito del ricorso al TAR, chiedo perché l’amministrazione solo il 13 settembre abbia conferito l’incarico all’avvocato De Vita, quando invece bisognava attivarsi subito dopo il 25 giugno, data della deliberazione della ASL circa la chiusura del PPI. Chiedo poi che fine abbia fatto la delibera n. 16 del Consiglio Comunale del 14 settembre votata all’unanimità da tutti i consiglieri comunali. Nella delibera si diffidava Macchitella a ripristinare il Punto di Primo Intervento entro 15 giorni. Se ciò non fosse avvenuto si dava mandato al sindaco di procedere per vie legali. Questo è stato fatto? Oltre alla diffida a Macchitella, cioè al commissario della ASL, si doveva chiedere alla Regione Lazio e al commissario Zingaretti un Ospedale di Base con un Pronto Soccorso, si invitava la Direzione Sanitaria a provvedere alla Consultazione dei cittadini del distretto A, si chiedeva ai rappresentanti del territorio in Parlamento di attivarsi per far inserire nella Legge di Bilancio le risorse per la realizzazione dell’Ospedale di Base. Si doveva poi chiedere al sindaco di Frosinone la convocazione della Conferenza Locale per la sanità, di comunicare ai responsabili degli stabilimenti industriali interessati con raccomandata AR la chiusura del Pronto Soccorso e questo perché molti stabilimenti hanno nel loro piano di emergenza l’ospedale di Anagni come punto di riferimento. Si doveva poi avviare l’iter per la revisione del Piano di Protezione Civile e di inviare tutto quanto scritto nella delibera al Prefetto di Frosinone, affinchè questi potesse, tramite un complicato iter, annullare l’atto della Asl di Frosinone ritenuto appunto illegittimo. Tutti i sindaci del comprensorio sono i primi responsabili della salute della popolazione, devono assicurare il diritto alla salute ai cittadini, se non ci sono i presupposti devono riconsegnare le fasce e dichiararsi impossibilitati a proseguire il loro mandato. Sono passati ormai due mesi e chiedo che fine abbia fatto la delibera n.16 e soprattutto quali punti di questa delibera sono stati realizzati e quali no. Mi piacerebbe sapere ad esempio se i parlamentari di questo territorio hanno realizzato quanto richiesto nella delibera del Consiglio Comunale di Anagni. Basta con le prese in giro. Diamo, come movimento, un altro mese di tempo alla politica per farci vedere che realmente si sta impegnando per il nostro ospedale, altrimenti come CasaPound Italia non avremo nessun problema a riscendere in campo a modo nostro. Vogliamo vedere i sindaci uniti nella battaglia insieme ai vari consiglieri regionali e parlamentari che vennero a prendere gli applausi il 2 agosto. E’ inutile sedersi a tavolino con ragionevolezza con la ASL di Frosinone e di certo non accettiamo poi lezioni da chi ad Anagni ha sostenuto il centro sinistra e Zingaretti alle regionali e oggi fa il difensore della sanità, perché in realtà dovrebbe stare zitto visto che ha rimesso la Regione in mano al PD e alla lista Zingaretti. Insomma le chiacchiere stanno a zero, ora vogliamo vedere i fatti”. Anna Ammanniti
