Nelle prossime settimane, ed esattamente il tredici di novembre vanno in vendita a New York presso nota casa d’aste due affioramenti che definire miracolosi è una attenuazione: in effetti si tratta di due ciociarelle, come illustrate prima da Degas verso il 1856 e poi da Picasso nel 1917 quando a Roma.
<<Edgar Degas – spiega Michele Santulli che ha evidenziato l’importante appuntamento – ha realizzato più opere, quasi tutte all’acquarello, di raffigurazioni di donne ciociare quando viste in giro nel corso di qualche suo soggiorno romano, alcune presenti anche nel Museo MET di New York, qualcuna apparsa in asta negli anni passati. Picasso al contrario nelle poche settimane di soggiorno a Roma, abitava proprio nei pressi di Piazza di Spagna e quindi era per lui uno spettacolo quasi quotidiano assistere allo imprevedibile spettacolo di quelle ciociarelle nei loro sfolgoranti costumi sulla scalinata di Trinità dei Monti in attesa dell’artista che le ingaggiasse. E realizzò numerosi schizzi e poi un dipinto ad olio per il quale non vi sono parole idonee per descrivere, una ciociara in stile cubista scintillante, oggi in primaria collezione elvetica: in totale ha realizzato oltre venti opere con ragazze ciociare, in prevalenza disegni ed acquarelli, una parte a Roma e una parte negli anni seguenti fino al 1922! Quelli in vendita prossimamente sono due acquarelli uno, quello di Degas, formato 28,2×14,6, l’altro quello di Picasso quasi delle medesime misure. Trattandosi di questi titani e giganti dell’arte, anche le stime fissate sono corrispondenti. Certo è umiliazione enorme nonché grande offesa all’arte e alla cultura nonché alla collettività dover costatare che nella patria dove è nato tale fenomeno artistico ammirato e celebrato in tutto il mondo d a oltre duecento anni, non si rinvenga nessuna opera nelle istituzioni pubbliche o private e che nelle scuole e accademie e istituti d’arte il tema che ha sedotto Matisse e Picasso, Rodin e Van Gogh, cioè gli eccelsi dell’arte occidentale, sia lettera morta! Bello sarebbe se – ecco l’auspicio di Santulli – almeno uno di questi acquarellucci trovasse il suo amatore ciociaro>>.
