False certificazioni per saltare la fila al pronto soccorso, richiesta di rinvio a giudizio per dodici medici dell’ospedale di Frosinone.
Secondo le accuse per favorire i pazienti che si erano recati nei loro studi privati, avrebbero alterato i quadri clinici utilizzando dei certificati fittizi. Va da sè che attestando la gravità della situazione i pazienti venivano visitati e ricoverati in tempi brevissimi. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 12 dicembre. I medici coinvolti debbono rispondere di falso ideologico, peculato e tentata corruzione. Le indagini erano state avviate dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di Latina negli anni 2013-2014 a seguito della segnalazione di un privato cittadino il quale aveva lamentato di aver atteso cinque ore al pronto soccorso prima di poter essere visitato. Ma non è tutto: a questo infatti aveva aggiunto di aver notato che persone che non correvano in pericolo di vita e dunque in codice ‘verde’ saltavano la fila e venivano immediatamente monitorate con assegnazione di posto letto in caso di ricovero. Le indagini portate avanti dai Nas avevano fatto emergere delle irregolarità circa alcune certificazioni sottoscritte dai medici indagati, che non corrispondevano alla patologia dei pazienti. Nello specifico sarebbe stata attestata una gravità inesistente per poter agevolare gli utenti che si trovavano nella sala d’aspetto del pronto soccorso. Da qui l’avvio dell’inchiesta che si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio per i dodici indagati. Nel collegio difensivo gli avvocati Antonio Perlini, Marco Pizzutelli, Giampiero Quadrini, Massimo Terrinoni e Lucia Melone. Mar.Ming.
