Processo Morganti, al via la seconda udienza. Questa mattina sono saliti sul banco dei testimoni il consulente tecnico nominato dalla Procura dottor Saverio Potenza dell’istituto di medicina legale di Roma, ed i consulenti tecnici della difesa, dr Arturo Di Folco specialista in chirurgia ed il medico legale Stefano Morioni, entrambi provenienti dalla capitale.
Tutti e tre hanno concordato nel sostenere che a determinare la morte del ventenne sia stato l’impatto contro un ostacolo fisso. Il montante della vettura in sosta dove Emanuele sarebbe caduto a causa dei colpi ricevuti, potrebbe rappresentare l’ostacolo in questione. Il professore ha riferito che la notte del pestaggio, Emanuele era stato ricoverato in gravissime condizioni presso l’ospedale Umberto I di Roma. Data la sua giovane età si era tentato un disperato intervento chirurgico. L’esame autoptico avrebbe poi rivelato in seguito la lesione cranica che aveva portato alla morte cerebrale. Nel corso dell’udienza è stata depositata la relazione tossicologica effettuata i Mario Castagnacci e Paolo Palmisani effettuata dalla dottoressa Chiara David dell’istituto tossicologico di Roma. Dai risultati sarebbe emerso che entrambi gli imputati avevano fatto uso di sostanze stupefacenti. Presenti in aula i familiari del povero Emanuele che attendono da oltre anno che venga fatta giustizia. Sul banco dei testimoni sono saliti anche un vice brigadiere ed il comandante della compagnia di Alatri. Entrambi hanno riferito di essersi recati in piazza Margherita perché qualcuno aveva segnalato una rissa in corso. Ma quando erano arrivati la tragedia si era già consumata. Nella prossima udienza, il 25 ottobre, sfileranno i dieci testimoni oculari del pubblico ministero. Nel collegio difensivo gli avvocati: Bruno Giosuè Naso Angelo Bucci, Massimo Carbone, Cristian Alviani e Marilena Colagiacomo . I familiari del povero Emanuele che si sono costituiti parte civile sono rappresentati dagli avvocati Enrico Pavia e Pietro Polidori del foro di Frosinone . Il ventenne di Tecchiena ricordiamo morì massacrato di botte dal branco per futili motivi nella notte tra il 23 e 24 marzo del 2017. I quattro imputati Franco Castagnacci, Michel Fortuna, Paolo Palmisani e Mario Castagnacci debbono rispondere di omicidio volontario in concorso Mar. Ming.
