Anagni – Approvato il Bilancio consolidato, Consiglio ricco di polemiche

Anna Ammanniti
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Si è svolto venerdì scorso presso la Sala della Ragione, il Consiglio Comunale convocato per approvare un solo punto all’ordine del giorno: il Bilancio consolidato anno 2017.

Il Bilancio consolidato è la storia patrimoniale del Comune, inserito sostanzialmente dal legislatore per frenare la spesa e segue un percorso di coordinamento e coesione con le due uniche partecipate, Saf e Consorzio Asi. Da questo bilancio è risultato che il Comune di Anagni ha un patrimonio consolidato di circa 66 milioni di euro e di 33 milioni è la consistenza dei debiti. La seduta consiliare è iniziata con non poche polemiche da parte dei consiglieri di minoranza che hanno lamentato il poco tempo avuto a disposizione per analizzare il Bilancio. Il presidente del Consiglio Giuseppe De Luca ha convocato d’urgenza la seduta per venerdì e l’opposizione ha avuto pochissime ore a disposizione per analizzare i dati. Il Bilancio consolidato ad Anagni resta un argomento “caldo”, fu lo stesso bilancio sul quale cadde l’amministrazione Bassetta. L’assessore al Bilancio Carlo Marino: “Il bilancio consolidato è un argomento complicato, infatti gli uffici comunali non sono in grado di fare un bilancio consolidato, ci siamo avvalsi della consulenza di una ditta esterna.” Il presidente De Luca al termine della discussione dei consiglieri di minoranza ha detto che si aspettava più interventi di sostanza e non di forma. Il segretario comunale Alberto Vinci ha risposto alla maggior parte delle richieste di chiarimenti sul Bilancio, dando precise delucidazioni. Il direttivo del  gruppo Anagni Cambia Anagni con il consigliere di opposizione Nello Di Giulio, ci teneva a mettere in chiaro la discussione avuta in Consiglio. “Di relazione al bilancio neanche a parlarne, ma non siamo qui per far polemica. Certo che di idee chiare sul tema S.A.F. (rifiuti) ne abbiamo sentite ben poche. Il nostro Sindaco si è astenuto sul relativo bilancio? E poi? Astenersi è sufficiente? Quali le alternative, con quali vantaggi e/o quali costi? E il bilancio consorzio A.S.I.  (Area Industriale) di cui il Comune ha una partecipazione tutt’altro che marginale? Le parole del nostro rappresentante Nello Di Giulio in Consiglio comunale sono state, come sempre, dirette all’interesse generale di Anagni e alla chiarezza dell’azione consiliare, non di certo a voler far innervosire il nostro primo cittadino. Ma alla luce dei fatti e dell’azione di questa maggioranza. Per i cittadini di Anagni SAF vuol dire, oltre che disservizi, aumento delle tariffe sulla nettezza urbana? Così come non vi sembra che Consorzio A.S.I. continui a ricordare strade colabrodo e milioni di euro spesi per un depuratore mai avviato, favorendo avvelenamento dell’ambiente e penalizzando lo sviluppo economico della nostra città? Le società partecipate (consolidate in bilancio) nascono per fare cose importantissime ed assicurare servizi e non certo per assorbire risorse pubbliche o maggiori tariffe a carico dei cittadini! Per favore quindi non continuiamo ad astenerci e a mantenere Anagni fuori da questi discorsi. Perché alla fine a pagare disservizi e sprechi restano sempre e solo i CITTADINI.” Durante il Consiglio il sindaco Daniele Natalia ha spiegato di aver vagliato la possibilità di uscire dal Consorzio Asi, proprio per ovviare certe problematiche e unirsi a comuni limitrofi. Il primo cittadino ha dato spiegazioni riguardo il depuratore gestito dal Consorzio, affermando di credere nella collaborazione tra gli Enti. Negli ultimi giorni ha avuto un incontro con Asi finalizzato a discutere due problematiche. Una sulla questione della strada Asi che versa in pessime condizioni e protagonista di numerosissimi incidenti, che poi di conseguenza il Comune deve risarcire. L’Amministrazione comunale è riuscita ad ottenere un finanziamento dalla Regione Lazio per la ristrutturazione della strada. Il secondo problema affrontato è stato la gestione del depuratore. Nato male, assolutamente sovradimensionato, nato con l’intento di essere depuratore industriale, ma non può funzionare se non ci sono le adduzioni dei reflui civili. Ci sono 6 milioni di euro per rifare il tratto di collettore. Il sindaco quindi si è chiesto se vale la pena restare in Asi. Il Bilancio a fine discussione è stato approvato con i soli voti della maggioranza. Anna Ammanniti
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