Anagni – SNAMI, Punto di Primo Intervento: mentre in città si chiude, in Veneto si apre

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Il Punto di Primo Intervento non è così “illegale” come vogliono far passare, tanto è vero che ne è stato inaugurato uno a Cavallino Treporti in provincia di Venezia, per implementare l’offerta sanitaria e non per  tagliare servizi.

Nei mesi scorsi è stato deciso di chiudere il PPI ad Anagni e quindi dal 15 luglio è stato istituito un PAT, l’ambulatorio con i medici di famiglia. La salute è un diritto e non si risparmia su di essa, tolto il Pronto Soccorso, soppresso il PPI, Anagni vive una situazione disastrosa riguardo l’offerta sanitaria legata all’emergenza. La sanità nella Regione Lazio è commissariata a causa dell’enorme indebitamento perpetrato nel corso dei decenni, questo ha portato al ridimensionamento di tanti servizi, però sempre più spesso in questo periodo si grida che finalmente la Regione sta uscendo dal commissariamento; in realtà però nella zona del nord provincia di Frosinone si continua a tagliare. Il Punto di Primo Intervento non era il massimo per soddisfare un comprensorio di 80 mila utenze, ma perlomeno funzionava da filtro. L’oOspedale Spaziani di Frosinone è allo stremo, file drammatiche al Pronto Soccorso, risultato delle utenze che si sono riversate al nosocomio del capoluogo. Si è parlato tanto di questo argomento, palleggiando addirittura le responsabilità, la Regione afferma che è colpa del Decreto Ministeriale 70 e che tutto sta andando secondo quanto scritto nel documento. Torna sull’argomento il sindacato Snami con il presidente provinciale Giovanni Magnante, dando una informazione importante come pietra di paragone. “Per dimostrare che non è affatto vero che il DM 70-15 obbliga le regioni a chiudere i punti di primo intervento, diceria che è circolata da ambienti regionali e Asl, che è solo un scappatoia per sfuggire alle proprie responsabilità di fronte ai cittadini della zona di Anagni. La prova: proprio nei giorni in cui ad Anagni veniva chiuso il punto di primo intervento, la regione Veneto ne inaugurava uno nuovo di zecca a Cavallino Treporti in provincia di Venezia, per implementare l’offerta sanitaria della Asl “Veneto Orientale”. E’ interessante ed istruttivo far sapere a tutti che il PPI a Cavallino Treporti è nato dall’accordo tra Regione, Comune, Asl “Serenissima” e Asl “Veneto Orientale”, sancito con delibera di giunta regionale Veneto n. 614 del 08.05.17 ed è stato attivato dal 02.07.18 , per le ragioni indicate nel decreto 70 per i territori particolari. Mentre ad Anagni si chiudeva, in Veneto si apriva. E’ un esempio da tenere presente di come un dialogo retto tra livelli istituzionali e amministrativi funzioni, quando c’è la buona intenzione e quando c’è l’ascolto delle esigenze dei territori. E soprattutto prova che in vigenza del famoso decreto 70 si ha la possibilità di aumentare, e non diminuire, i servizi di emergenza sanitaria in comprensori con situazioni particolari come la Valle del Sacco. Qui invece si sono raccontate storie inverosimili per giustificare l’ingiustificabile, ovvero aver sottratto ad una zona a riconosciuto alto rischio ambientale e industriale come è la zona di Anagni, l’unico minimo presidio di emergenza che esisteva. Le Asl “Serenissima” e “Veneto Orientale” hanno fornito la prova certa delle storielle che sono state raccontate ai cittadini di Anagni dai responsabili del fatto, per tentare di discolparsi della chiusura del punto di primo intervento. Anna Ammanniti  
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