Anagni – L’ex discarica Radicina, una bomba ecologica!

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) La ex discarica Radicina, sita in zona La Macchia, il cuore verde della città, dal 1996 sputa veleno danneggiando enormemente l’ambiente e la salute dell’uomo.

Radicina versa in condizioni drammatiche e il rilascio periodico di percolato è altamente nocivo. Nel 2011 il sito fu sequestrato, ma non solo, nel 2013 furono sequestrati anche i terreni adiacenti. Qualche settimana fa la Provincia di Frosinone ha ordinato al Comune di Anagni di bloccare il percolato che fuoriuscendo dalla discarica inquina il fiume Alabro, contaminando l’intero Fiume Sacco. Le sostanze nocive sono trasportate per tutta la Valle del Sacco e in special modo nella confinante Ferentino. Da quella ex discarica fuoriescono veleni che danneggiano le falde, le risorse idriche e i terreni agricoli. Queste sostanze contaminano da più di vent’anni e la Provincia ha dato trenta giorni di tempo, al Comune di Anagni per la messa in sicurezza del sito e stoppare la fuoriuscita del percolato. L’intervento della Provincia è avvenuto in seguito la richiesta da parte dell’associazione Civis di Ferentino. Civis ha chiesto al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lazio ed alla Provincia di Frosinone, di porre rimedio alla situazione! Alcuni esperti del settore hanno avanzato delle ipotesi riguardo l’uscita del liquido putrido, ovviamente sono teorie da verificare. Il percolato é il liquido che si forma dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. La fuoriuscita del percolato dall’ex discarica Radicina non sarebbe causata dalle piogge, ma da una falda “galleggiante” che periodicamente si alza fino al livello del suolo, permettendo la colata dal basso del liquido scuro. Si é giunti a prendere in considerazione questa ipotesi anche perché il percolato fuoriesce a fasi alterne ed a volte senza che ci siano state piogge. Se questo concetto fosse confermato, i danni ambientali sarebbero ancora più gravi! Tutto quel carico enorme di immondizia ricoperto da un tappeto verde, nasconde una grande bomba ecologica. L’unica ed efficace soluzione sarebbe la rimozione totale della discarica, per un costo di circa 2 milioni di euro. Il piano di messa in sicurezza, che dovrebbe essere attuato a breve dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Natalia in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente di Vittorio D’Ercole, permetterà di verificare la contaminazione della falda. Anna Ammanniti
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