Editoriale – Sora, De Donatis in ginocchio: il Tribunale condanna il suo operato. Adesso chi paga?

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) È circa l’ora di pranzo di ieri (mercoledì 26 settembre) quando le urla, provenienti dalle stanze del Palazzo comunale, si diffondono per tutto Corso Volsci. Chi è presente in strada racconta di strilli isterici e di caos generale dato da toni accesi e completamente fuori controllo provenienti dalle stanze dei bottoni. Una vera e propria bagarre che, da subito, fa ipotizzare qualcosa di grave.

Il mistero viene svelato, poco dopo, da un post di facebook, nel quale l’architetto Gaspare Vinciguerra comunica a Sora ed ai sorani di aver stravinto la causa di lavoro contro il Comune. Per i pochi che non conoscono la storia, ricordiamo che l’architetto Vinciguerra, ex dirigente all’ufficio condono, fu “cacciato” dall’ente dall’attuale maggioranza molto prima della scadenza del contratto in essere. Alla sua dipartita seguì una nuova procedura (da tempo al vaglio delle magistratura per dubbia legittimità) che permise al sindaco di assumere come dirigente dell’ufficio condono (dopo qualche mese è stato nominato dirigente anche di tutta la restante area tecnica) il marito di una candidata delle sue liste. Seguì il ricorso di Vinciguerra basato sull’illegittimità della rescissione contrattuale perché avvenuta molto prima della naturale scadenza dei termini. Ieri la sentenza che ha decretato la sconfitta del Comune di Sora, condannato al reintegro dell’architetto (seguito dallo studio legale dell’avvocato Giuliano Risi) ed al risarcimento del danno patrimoniale subito dall’ex dipendente. Il tutto quantificato in 3.177,67 euro mensili, oltre accessori come per legge, per tutti i mesi di privazione degli incarichi, in 3.510,00 euro (oltre IVA e contributo integrativo) per spese di giudizio ed in 2.340,00 euro per spese forfettarie. Una “mazzata” non da poco per De Donatis e la sua maggioranza perché, se da una parte la sentenza condanna il Comune a corrispondere somme altissime al ricorrente (da un conto veloce sarebbero più di 130mila euro), dall’altra avvalora i dubbi di legittimità sulle procedure di nomina dirigenziale (leggi qui) al vaglio della magistratura. Si apre, così, lo scenario dell’incapacità politica ed amministrativa delle responsabilità (incapacità voluta? o dovuta alla non conoscenza/non conoscenza strumentale?). I sorani non hanno alcuna intenzione di pagare con i soldi pubblici gli “orrori” del sindaco e della sua “scialuppa squassata” fatta passare per piattaforma. Troppe ne hanno subite e ne stanno subendo dalla peggiore amministrazione che si ricordi a memoria d’uomo. “Chi ha sbagliato paghi!” si continua a ripetere in giro, mentre ci si appella alla minoranza per la dovuta segnalazione alla Corte dei Conti. Così, se la maggioranza è andata in tilt di fronte alla realtà (parliamo di sentenza del giudice del lavoro e non di sospensive per appelli vari) che comporterà un nuovo assetto organizzativo dell’ente (che fine farà l’attuale dirigente? Si continuerà “volutamente” a sbagliare?), Sora è in fibrillazione perché i sorani vogliono giustizia. Unica cosa positiva è che dopo circa due anni di buio e tenebre, ieri è stata decretata la risurrezione dell’ufficio condono che a breve inizierà a funzionare di nuovo, risolvendo i problemi della gente. Confidando incondizionatamente nella magistratura, speriamo che questo sia solo l’inizio della rinascita e che Sora, da ieri, dopo tanto soffrire, sia tornata a risorgere. Resta nitida e forte la domanda… e adesso “Chi paga???” Alessandro Andrelli
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