Editoriale – La Juventus a Frosinone: “Lotta Leone, lotta e difendi i tuoi colori”

Alessandro Andrelli
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(di Irene Mizzoni) Mancano poche ore al match epico con la stellare Juventus di Cristiano Ronaldo. Al Benito Stirpe è tutto pronto. Ogni cosa deve essere perfetta, specie ora che arriva la regina del calcio. L’impegno della società di patron Stirpe domenica dopo domenica è sempre massimo. I tifosi sono in fermento da giorni. In Ciociaria non si parla d’altro. I giornali ciociari aumentano pagine e colonne. La parola più utilizzata è…Juve! Ma davvero! Ma come, e il Frosinone? Ragazzi, non scherziamo. Così avete già perso.

La Serie A è una faccenda seria. La fede calcistica pure. Così non può esserci meraviglia se in campo non si vede mordente. Non può esserci malumore se l’undici di Longo arriva alla quinta gara di campionato senza ancora aver segnato un gol (nemmeno uno!). Ragazzi, non scherzate. Qui bisogna riscoprire (o imparare) l’educazione sentimentale del tifoso. Perchè se non ti chiami Juve, spesso è il dodicesimo uomo in campo che può fare la differenza. E quel dodicesimo non si mette il costume da supereroe appena per 90 minuti. No. Tifa la squadra della propria città sempre, ogni giorno, minuto, secondo. Lo fa ad ogni respiro. Anche se ama l’incredibile Juventus da quando era in fasce. Ragionate su questa dichiarazione di Daniele De Rossi: “io sono di proprietà dei tifosi”. Ecco. Lui si che sa cosa vuol dire febbre a 90 minuti. Chiedetevi come è l’ambiente lì a Roma. Ripensate pure agli striscioni esposti dai tifosi del Benevento lo scorso anno. Domani in terra ciociara esiste solo questo: novanta minuti, undici maglie gialloblu ben schierate e pronte a difendere l’onore di un popolo che ha sete di riscatto. Sugli spalti occhi sgranati, occhi che brillano, un muro di cuori che batte e freme. Bisogna lottare, bisogna crederci, non mollare mai. Si sa già, saranno novanta minuti di sofferenza perchè di fronte c’è una signora di grandi campioni. Ma i Leoni di Longo devono crederci, combattere, difendere fino alla fine i colori che portano addosso. Leoni, non importa vincere, non importa giocare bene. Quello che ora dovete fare è risvegliare il vostro cuore, il cuore del Leone. Soltanto così la notte più magica di sempre sarà vostra. E’ tempo di riscoprire l’orgoglio di un popolo. E’ tempo di riscoprire la sua vera dimensione. Lottate e difendete i colori del Leone. Forza, è ora di ruggire e gonfiare la rete! Irene Mizzoni
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